Crollano partecipanti e presenze, ma tengono le convention aziendali. Il numero degli incontri diminuisce del 3,5 per cento
È stato presentato oggi pomeriggio in occasione di Btc il rapporto annuale dell’Osservatorio Congressuale Italiano relativo al secondo semestre 2008 e al primo semestre 2009 - promosso dalla rivista Meeting e Congressi e da Convention Bureau della Riviera di Rimini e diretto dal professor Attilio Gardini (nella foto), Ordinario di Econometria all’Università di Bologna, sponsorizzato da Btc e con il patrocinio di Federcongressi L’indagine traccia un quadro preoccupante del comparto più rilevante dell’industria turistica del nostro Paese: se nel 2004 il numero di giornate di presenza congressuale era pari a 30.291.972, l’Oci stima infatti in 29.850.373 quello del 2009.
Negativi i tre indicatori principali: incontri, partecipanti e giornate di presenza congressuale che per i dodici mesi compresi tra il 1 luglio del 2008 e il 30 giugno del 2009 registrano (sullo stesso periodo dell’anno precedente) una riduzione rispettivamente del -3,52%, del -9,68% e del -13,58%. E stando alle previsioni degli operatori anche per l’anno solare 2009 i segni si confermano negativi con un’attenuazione solo nel calo delle giornate di presenza congressuale: -10,07% contro il -20,16% del 2008. L’analisi delle dimensioni degli eventi mette in luce come la crisi economica si ripercuota in prima battuta sulla partecipazione agli incontri. Tutti i segmenti con un numero di ospiti maggiore a 100 subiscono una pesante flessione, e in particolare le fasce 500-1.000 partecipanti e oltre 1.000 che nel 2° semestre 2008 arrivano a punte del -46,84% e del -47,22% per attenuarsi fino a chiudere il 2° semestre 2009 con un -16,20% e -16,21%.
Il vertice della classifica dei promotori continua a essere saldamente in mano alle aziende le quali, pur passando da un incremento del +15% del 2° semestre 2008 al +3,4% del 1° semestre 2009 e al +2,2% del 2° semestre 2009, riescono a mantenere un trend positivo. Le più penalizzate sono invece le associazioni a carattere culturale, sportivo e religioso che arrivano a perdere, nel 2° semestre 2009, il 47,5% della quota di mercato. Nessuna destinazione italiana è riuscita ad arginare il crollo a due cifre della domanda, se non le città d’arte e le metropoli negli ultimi sei mesi del 2008 quando vedono diminuire il numero di giornate congressuali, ma aumentano del 19,78% il numero di incontri grazie alla necessità, da parte dei promotori, di ridurre le distanze per contenere la permanenza dei congressisti.
Quest’anno, a completamento dell’indagine, l’Osservatorio Congressuale, grazie al contributo di Btc, propone un focus sull’andamento del mercato in cinque tra le principali destinazioni congressuali italiane: Roma, Milano, Firenze, Torino e Rimini. La classifica per giornate di presenza congressuale vede al primo posto la capitale con 3.543.239 presenze, seguita da Milano con 2.608.621, Rimini con 1.535.564, Firenze con 1.267.205 e Torino con 1.006.692. Il numero di incontri premia invece Milano che con 21.685 eventi ospitati supera Roma (19.685), seguita da Firenze (10.628), Rimini (3.798) e Torino (2.051). Testa a testa sempre tra Roma e Milano in termini di partecipanti: 1.763.239 per la prima e 1.730.327 per la seconda, con Firenze, Rimini e Torino rispettivamente a quota 895.430, 830.333 e 788.196.