Il futuro si può progettare: è la premessa da cui è partito il talk Oltre la sostenibilità: le 11P che ridisegnano il futuro, organizzato da MPI Italia Chapter il 25 settembre 2026 a Roma, negli spazi di Veracura, in occasione della Rome Future Week.
Una data, quella del 25 settembre, che segna una ricorrenza importante: proprio quel giorno, undici anni fa, nel 2015, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con i suoi 17 Obiettivi. Undici anni dopo, il talk ha offerto un’occasione di confronto su come guardare oggi alla sostenibilità, non più soltanto come un traguardo da raggiungere, ma come un punto di partenza per ripensare organizzazioni, prodotti, servizi, eventi e destinazioni. Al centro, una domanda: quale valore possiamo creare e lasciare ai territori e alle generazioni future?
Le P sono le parole chiave del marketing mix: Product, Price, Place e Promotion, cioè prodotto, prezzo, distribuzione e promozione. Nascono come gli elementi attraverso i quali progettare, posizionare, comunicare e vendere prodotti e servizi. Ma nel tempo possono diventare qualcosa di più: vere e proprie chiavi di lettura per affrontare la complessità della progettazione contemporanea.
Olimpia Ponno – moderatrice del talk, Managing Director di Olimpia Ponno Consultancy, VP Communication e Past President MPI Italia Chapter – che dal 2003, attraverso il proprio lavoro di consulenza e formazione, è arrivata a individuarne ben oltre 30 rispetto alle quattro comunemente in uso, piega la scelta: «Le P non sono semplicemente parole che condividono la stessa iniziale e non sono una formula magica da applicare meccanicamente. Sono strumenti di progettazione strategici, chiavi di lettura interconnesse per ripensare il modo di fare impresa, prendere decisioni consapevoli, progettare prodotti e servizi in tutti i settori, pianificare e misurare eventi, viaggi, trasferte, costruire relazioni significative e creare ecosistemi più innovativi, resilienti e inclusivi, capaci di valorizzare competenze e persone e di contribuire al profitto e alla prosperità condivisi. Per questa occasione abbiamo selezionato 11P su 30, chiedendo agli interlocutori di sceglierne 4 come prioritarie».
Il talk ha messo a confronto tre esperienze professionali e tre ambiti differenti – eventi, destinazioni e turismo esperienziale – accomunati da uno stesso principio: prima di progettare ciò che vogliamo offrire, dobbiamo interrogarci sulle condizioni che permettono a quel progetto di generare valore nel tempo, andando oltre il risultato immediato, fine a se stesso.
Luisa Bianco, Sales & Sustainability Manager di AIM Group e Immediate Past President MPI Italia, rappresenta la prospettiva del mondo degli eventi, che in Italia genera 13,2 miliardi di euro di impatto economico diretto e supera i 1.200 miliardi di dollari a livello mondiale: «Un evento è un sistema complesso di persone, organizzazioni, risorse e relazioni. Per questo occorre partire da un solido Purpose, costruire Partnership efficaci, lavorare sulla Prevention di tutti i rischi possibili e interrogarsi su come il processo decisionale possa essere più partecipato e consapevole. Aggiungo la P di Power, che perde il suo senso gerarchico per diventare possibilità di avere e dare voce, incidere sulle decisioni e accedere in modo equo a risorse e opportunità, contribuendo a rendere gli eventi più responsabili, sostenibili e capaci di generare valore e impatto duraturi».
Ester Tamasi, Director Italy Malta Tourism Authority – VisitMalta e membro MPI Italia, ha condiviso la best practice “Explore The Unexplored”: «Malta è una destinazione particolarmente rilevante per il mercato italiano: nel 2025 gli arrivi internazionali hanno superato i 4 milioni e l’Italia ha rappresentato il 14,8% del mercato della destinazione, pari a circa 595 mila visitatori. Abbiamo scelto di lavorare su People, Purpose, Prosperity e Participation, puntando su una narrazione più autentica e partecipativa di Malta, offrendo proposte fuori dai soliti cliché. L’obiettivo è valorizzare gli aspetti meno conosciuti, generare nuove opportunità per le comunità e coinvolgere gli stakeholder, spostando l’attenzione dalle attrazioni più note e dall’aumento dei flussi alle persone che abitano la destinazione, la raccontano e la vivono».
Sebastiano Venneri, Presidente di Vivilitalia, ha portato la sua esperienza nel cicloturismo, che solo in Italia registra circa 49 milioni di presenze all’anno: «Il cicloturismo non è soltanto un modo diverso di viaggiare: è uno strumento per coinvolgere gli stakeholder nei territori, entrare in relazione con le comunità, distribuire i benefici e valorizzare economie locali, cultura e paesaggio. Perché questo accada servono Partnership, Prosperity, Participation e Peace attraverso la collaborazione tra operatori, istituzioni e comunità, tra pubblico e privato, con una visione ecosistemica capace di trasformare il turismo in una leva di prosperità condivisa. E non possiamo trascurare la Pace: non può esserci prosperità duratura senza fiducia, legalità, sicurezza, equità e collaborazione».
Tra i principali takeaway emersi dal confronto tra il panel e il pubblico c’è innanzitutto il superamento del Product/Service come punto di partenza. Prima vengono le persone, il proposito, le partnership e la partecipazione, elementi necessari per generare un impatto consistente. Significa considerare tutti gli stakeholder – staff, clienti, istituzioni, aziende, partner, sponsor – e coinvolgerli a monte dei processi decisionali, non semplicemente metterli “al centro”.
Un secondo elemento riguarda il valore, che non può essere soltanto economico, ma deve accompagnarsi a quello sociale, relazionale, culturale e territoriale per poter incidere nel medio e lungo termine. In qualsiasi settore, inoltre, il progetto-processo non può prescindere dalla Plurality, necessaria per tenere conto e fare tesoro delle diversità culturali, generazionali e professionali: una condizione essenziale per innovarsi, insieme alla contaminazione multidisciplinare.
Nel confronto è emerso anche il richiamo, contenuto nell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, a un’idea di progresso che non si misura soltanto attraverso la potenza economica e la tecnologia, ma anche attraverso la capacità di servire le persone e il bene comune.
Redazione