Tra i dati della ricerca sul mercato alberghiero nel 2008 è emerso che la lunghezza media della permanenza in hotel è diminuita sensibilmente
È un quadro difforme quello che ha contraddistinto il mercato alberghiero nel 2008 secondo i dati dell’indagine svolta da Hogg Robinson Group. In tutte le regioni del mondo prese in esame dalla ricerca si è registrato un aumento delle tariffe (seppure a un ritmo più lento rispetto al 2007), che si sono però stabilizzate, e in alcuni casi sono diminuite, nella seconda metà dell’anno. Tra le tendenze evidenziate dal fornitore internazionale di servizi di viaggi aziendali, è emerso che Mosca si è confermata la destinazione più costosa al mondo per il quarto anno consecutivo, mentre, con un aumento medio del 36 per cento, Abu Dhabi ha raggiunto il quinto posto in classifica, rispecchiando la forte crescita registrata in Medio Oriente. Dubai fa eccezione, riportando una lieve flessione delle tariffe (2 per cento), dovuta all’aumento della disponibilità grazie a importanti nuove aperture. A Londra il tasso di crescita è rimasto al 3 per cento, ma in altre città del Regno Unito le tariffe sono rimaste stabili o hanno addirittura registrato una flessione. Come conseguenza della maggiore forza dell’euro, l’Europa occidentale ha registrato un tasso di crescita costante se calcolato nella divisa britannica. Asia-Pacifico e Americhe hanno registrato un forte incremento medio delle tariffe, rispettivamente del 24 per cento e del 17 per cento. La lunghezza media della permanenza in hotel è diminuita sensibilmente, passando nel 2008 da 1,9 a 1,5 notti per soggiorno, mentre è stata buona la performance dei cinque stelle, con il più alto tasso di crescita medio (quasi il 12 per cento).