La conferenza di Mpi è stata inaugurata ieri alla presenza di 468 partecipanti
È stata inaugurata ieri a Torino la seconda edizione di Emec, la
European Meetings & Events Conference, la conferenza di Mpi che conta 468 fra principali operatori e professionisti della meeting industry europea.
Larry Luteran, presidente dell’International Board of directors di Mpi, ha tenuto uno speech d’apertura in cui ha rimarcato i grandi cambiamenti che il mondo ha testimoniato dall’edizione 2008 di Emec a oggi: «Il nostro compito è non solo di sopravvivere, ma anche e soprattutto di prosperare. Mpi ha sempre fornito, in questo, la ricetta migliore: il networking. La speranza non è una strategia: occorre agire. Anche perché – ricordiamocelo – l’industria degli eventi non è il problema: semmai ne è una soluzione».
Paul Bridle, leadership methodologist, ha poi tenuto una sessione formativa intitolata “Leading through challenging times”, esortando i presenti a chiedersi se dispongono di un’offerta veramente interessante, di un modo altrettanto interessante di veicolarla, e di un flusso di cassa tale da dar loro sicurezza di breve periodo. Bridle ha concluso affermando che c’è molto bisogno di “personalità” in momenti come questo, ossia di individui in grado di pensare diverso (come a suo tempo fecero, per esempio, i fondatori di Google), ma anche di passione, a fronte di troppa gente che agisce quasi soltanto per inerzia, e di sinergie di altissimo profilo.
Per finire è salito sul palco Bruce MacMillan, presidente & ceo di Mpi, che ha
ricordato come le indagini commissionate annualmente dall’associazione svelino negli eventi i più efficaci strumenti per massimizzare il Roi (Return on investment) delle operazioni di marketing.