Dopo il boom del 2007, l’ottava edizione dell’Osservatorio sul Business Travel disegna un quadro di stallo, ma sono soprattutto le previsioni a preoccupare
La rivista Turismo d’Affari ha presentato ieri in occasione della Bit (Borsa Internazionale del Turismo) i dati dell’ottava edizione del proprio Osservatorio sul Business Travel (Obt), ricerca realizzata dall’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Statistiche, e condotta dal professor Andrea Guizzardi in collaborazione con la Scuola Superiore di Scienze Turistiche. Sponsor ufficiali della ricerca sono Amadeus Italia e HRG Italia, con il supporto di AirPlus International. L’indagine ha esplorato il mercato del turismo d’affari in Italia del 2008, intervistando direttamente i responsabili della gestione dei viaggi di un campione di aziende del settore manifatturiero, dei servizi e della distribuzione. Dai dati della ricerca emerge che i viaggi d’affari nel 2008 si sono fermati a quota 33,9 milioni, rispetto ai 34,1 del 2007. La leggera contrazione (-0,5 per cento) si è andata materializzando nella seconda parte dell’anno, dopo un avvio positivo. Anche nel 2008 i viaggi d’affari sono stati inoltre caratterizzati da una breve durata. Oltre l’82 per cento delle trasferte prevede meno di tre pernottamenti, mentre i viaggi senza pernottamento raggiungono il 41,2 per cento dei 33,9 milioni complessivi, segnando l’unica variazione positiva rispetto al 2007 (+2,2 per cento). Lo scorso anno la spesa delle imprese private italiane per viaggi d’affari si è ridotta del 3,7 per cento rispetto al 2007, fermandosi a quota 19,2 miliardi di euro.
Il dato più significativo emerge però dalle previsioni di spesa per il 2009, come spiega Andrea Guizzardi: «Nella storia di questo osservatorio si sono sempre registrate aspettative positive, con una maggioranza (anche se relativa) degli ottimisti sul prossimo futuro. Quest’anno, per la prima volta, i travel manager pessimisti sul 2009 quasi equivalgono gli ottimisti ma, quando si pesano le risposte con il livello di spesa di ciascuna azienda, la “quota di mercato” che si dichiara pessimista sul futuro è sei volte quella detenuta dagli ottimisti. Il risultato rivela condizioni di grande incertezza sul futuro, soprattutto da parte delle grandi imprese». I focus della ricerca di quest’anno si sono invece concentrati sulle strategie di gestione e sulla soddisfazione del cliente, individuando il principale motivo di conflittualità con i viaggiatori d’affari a due/tre anni negli eccessi di spesa (51 per cento), contro il 22 per cento che attribuisce la maggior conflittualità futura alle scelte aziendali sui fornitori. Per quanto riguarda il rapporto con i fornitori, l’indagine ha rilevato scontri più frequenti con chi offre servizi alberghieri: solo il 38 per cento dei responsabili viaggi intervistati hanno dichiarato di non avere avuto discussioni riguardo l’hôtellerie, contro percentuali appena inferiori al 50 per cento se si considerano i rapporti con chi fornisce voli o servizi di agenzia.
Il rapporto dell'OBT è disponibile nella versione completa all'indirizzo http://www.ediman.it/osservatori/oss_businesstravel.asp