Dal report emergono anche dati incoraggianti: aumenta la frequenza dei meeting nell’area Emea e in Canada
I dati della sesta edizione di FutureWatch – il report annuale realizzato da Mpi e American Express sui trend della meeting industry – sono, com’era immaginabile, i peggiori di sempre. Secondo i risultati di quest’anno, l’industria degli eventi affinerà il proprio focus e concentrerà le attività, a causa della crisi che sta investendo il mercato globale. Va però detto che l’impatto economico non è grave come ci si poteva attendere. La frequenza
media ai meeting è anzi attesa in aumento del 3 per cento nell’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) e addirittura del 9 per cento in Canada, mentre diminuirà del 5 per cento negli Stati Uniti. Dalla ricerca emerge che nell’anno in corso i budget per gli eventi sono attesi in calo del 6 per cento. Il report del 2008 ne prediceva un aumento del 22 per cento. L’11 per cento degli interpellati si attende un incremento nell’uso della tecnologia per
consentire l’accesso da remoto ai meeting e ai loro contenuti, risparmiando sui costi di viaggio e pernottamento. Tuttavia, i meeting veri, ossia non virtuali, sono ancora considerati la maggior fonte di Roi (Ritorno sull’investimento) di tutti gli strumenti di marketing. Da questo punto di
vista, tutti i planner (il dato è praticamente unanime) si attiveranno per misurare questo indice e convincere clienti o referenti aziendali della sua attendibilità. Organizzatori e fornitori sono concordi nel ritenere che il segreto per “invertire la rotta” sia un aumento di creatività e innovazione. A riguardo si attendono tutti grosse novità, tra cui l’emergere di metodi e pratiche ora sconosciuti.