Una nuova sfida per Pietro Montanari, “veterano” della meeting industry che ha appena pubblicato il suo thriller “Alexandria”
Di Pietro Montanari, che da oltre vent’anni opera come Pco nel settore degli eventi scientifici ed è tuttora presidente della società di Parma New Team, conoscevamo la lunga militanza nel settore della meeting industry; molte volte l’abbiamo incontrato durante eventi congressuali alla guida della segreteria organizzativa e per lungo tempo è stato editorialista di Meeting e Congressi. Adesso Montanari esce allo scoperto e ci mostra un altro dei suoi interessi, quello di scrittore, proponendosi al giudizio dei lettori con un thriller avventuroso, Alexandria, di quasi seicento pagine giocato sul tema di fondo del ritrovamento della tomba di Antonio e Cleopatra. Il prologo della vicenda ha inizio nel 43 a. C. nella casa dei morti di Alessandria d’Egitto, per spostarsi poi al 1942 tra la sabbia del deserto occidentale dove si svolge la battaglia di El Alamein e nel Führerbunker a Berlino, pochi giorni prima dell’invasione da parte delle truppe russe che darà luogo alla resa della Germania. La storia vera e propria parte da Parma, dove il capitano dei carabinieri Antonio Coco, insieme a Toni Cordell, poliziotto italo americano dell’European Bureau of Investigation and Recovery, sono alle prese con un anomalo furto compiuto nel teatro Farnese durante una mostra dedicata a Pier Maria Rossi, signore di Torrechiara. L’intreccio porterà i due protagonisti all’Adlerhorst, il ben noto nido dell’aquila a Berchtesgaden, nelle Alpi bavaresi ma subito dopo i due si troveranno di fronte alla lucida follia di un brutale assassino disposto a tutto pur di recuperare un prezioso, antico reperto, che sembra indicare la localizzazione della tomba di Antonio e Cleopatra. L’azione si sposterà così in Egitto dove inizieranno le ricerche ma ancora molti pericoli dovranno affrontare e molti ostacoli superare per giungere alla soluzione di uno dei più grandi quesiti dell’archeologia contemporanea.