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Oci: bene i palacongressi, ma si temono gli effetti della crisi

Oci: bene i palacongressi, ma si temono gli effetti della crisi

Non entusiasmano i dati presentati oggi in Btc dall’Osservatorio Congressuale Italiano relativi al periodo luglio 2007-giugno 2008, ma il peggio potrebbe dover ancora arrivare. Incoraggiante la performance dei palacongressi

Un quadro tutt’altro che roseo ancorché atteso quello che emerge dai dati dell’Osservatorio Congressuale Italiano presentati oggi a Roma durante la giornata inaugurale di Btc International. L’indagine, promossa dalla rivista Meeting e Congressi e da Convention Bureau della Riviera di Rimini, e condotta dal professor Attilio Gardini, ordinario di Econometria all’Università di Bologna, ha analizzato il periodo “primo luglio 2007 – 30 giugno 2008” e, novità di quest’anno, affronta la previsione sul semestre in corso. Dallo studio emerge che, se il secondo semestre 2007 ha chiuso con un incremento del 16,83 per cento del numero di incontri sullo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente, un contenuto aumento dell’1,57 per cento sui partecipanti e una di contrazione del 7,67 per cento sulle presenze congressuali, nel semestre successivo gli eventi organizzati hanno subìto un arresto che porta l’indice a segnare una diminuzione del 2,89 per cento. Ciò che più di tutto preoccupa però rimane la previsione della riduzione dell’attività nel semestre in corso: gli operatori del settore interpellati per l’indagine prevedono un ulteriore aggravamento della situazione: la domanda di incontri si ridurrà del 19,34 per cento, le presenze del 12,01 per cento così come i partecipanti del 17,43 per cento. Anche la stima preliminare per l’anno 2008 conferma il trend recessivo: -11,87 per cento nel numero di incontri, -4,74 per cento nel numero dei partecipanti, -7,55 per cento nelle presenze congressuali rispetto al 2007. Non va però dimenticato che il congressuale con 111.139 eventi organizzati, 20.872.019 congressisti ospitati, 34.540.048 presenze stimate nel periodo “primo luglio 2007 - 30 giugno 2008” continua a rappresentare un comparto strategico sia nel quadro economico generale del Paese sia per il suo ruolo nell’industria dell’ospitalità, in grado di contenere e assorbire gli effetti della crisi congiunturale meglio di altri. La ricerca evidenzia, a tal proposito, che, rispetto a strutture alberghiere, residenze storiche e altre sedi, l’unico segno positivo per numero di eventi ospitati è registrato dai centri congressi, che continuano ad aumentare le proprie quote di mercato sia nel primo semestre 2008 (+56,08 per cento) sia nella proiezione per il secondo (+25,36 per cento). L’ottima performance dei palacongressi si distingue dalle altre sedi anche per il numero di meeting, totalizzando nei primi sei mesi del 2008 un +24,24 per cento per gli internazionali e un +33,27 per cento per i nazionali, contro la drastica riduzione degli incontri internazionali, vero tallone d’Achille dell’intero sistema da sempre, che segna una diminuzione del 63,57 per cento nel primo semestre 2008), seguita da quello degli eventi nazionali (-23,16 per cento). Un’altra novità introdotta quest’anno dall’Oci è la graduatoria delle città “Top Five”, che indica - sulla base di un campione statistico - le principali destinazioni congressuali italiane secondo i due principali indicatori di produzione: eventi e congressisti ospitati. Nella classifica per incontri ospitati al primo posto troviamo Roma (numero indice 100), seguita da Milano (86), Bologna (71), Firenze (64), Napoli (58); in quella per congressisti di nuovo la capitale al vertice (numero indice 100), seguita da Milano (90), Napoli (41); Bologna (37), Firenze (35).