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Eventi internazionali nel post-pandemia: strumenti, esperienze e scenari globali

Il 2022 è un anno molto interessante per la Meeting Industry e in particolare per gli eventi internazionali. Si redifiniscono esperienze e modalità di partecipazione, con i format ibridi che potranno davvero essere testati sul campo, perché i partecipanti possono tornare, finalmente, anche in presenza.
Non solo: tutto ciò avviene in un equilibrio internazionale non ancora stabile, in cui il Covid continua comunque a far sentire i suoi effetti e alla luce di uno scenario che purtroppo tiene conto anche della tragica guerra in Ucraina.

Di tutto questo e altro parliamo nella nostra nuova videointervista con Rosangela Quieti, General Manager Congress and events division e Marco Quagliarella, Director of International Operations AIM Group International. Ecco cosa abbiamo chiesto:

  • L'atteso ritorno degli eventi internazionali, in presenza e nei format ibridi tiene conto di tutte le “lezioni” della pandemia: come cambia il “journey” del partecipante? Vai al minuto 01:03 
  • L'equilibrio dello scenario internazionale degli eventi rimane delicato, da un lato il Covid non ha ancora terminato di fare sentire i suoi effetti, dall’altro appunto il conflitto in Ucraina. Come questi aspetti influenzano gli eventi internazionali? Vai al minuto 06:47
  • Per quanto riguarda la programmazione più a lungo termine degli eventi internazionali, quali richieste ricevete sia in termini di format che di flessibilità? Qual è l'atteggiamento dei clienti rispetto agli anni futuri? Vai al minuto 14:44
  • Il World Environmental Education Congress organizzato da AIM Group International si è svolto il Centro Congressi di Praga, mentre una parte della struttura era già adibita all’accoglienza delle persone in fuga dall’Ucraina. Ci vuole raccontare come è andata, come si è arrivati alla decisione di confermare il congresso? Vai al minuto 21:15