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Green pass: regole meno restrittive per chi arriva dall'estero

Green pass: regole meno restrittive per chi arriva dall'estero

Misure meno restrittive per coloro che arrivano da uno Stato estero: il decreto del 2 febbraio 2022 introduce nuove regole di utilizzo del Green pass rafforzato, tra cui anche quelle che riguardano le persone straniere.

In pratica chi proviene da uno stato estero ed è in possesso di un certificato di avvenuta guarigione o avvenuta vaccinazione con un vaccino autorizzato o riconosciuto come equivalente in Italia da meno di 6 mesi potrà accedere alle attività e ai servizi per cui è previsto il green pass rafforzato. Viceversa, se sono trascorsi più di 6 mesi dalla vaccinazione o dalla guarigione, si dovrà effettuare un test antigienico rapido (validità 48 ore) o molecolare (validità 72 ore) per accedere per esempio in albergo o partecipare a un evento. Dovranno sottoporsi a tampone anche chi si è vaccinato con un siero non autorizzato o riconosciuto equivalente in Italia, come Sputnik. 

Il provvedimento ha suscitato commenti positivi da parte dell'imprenditoria.Maurizio Danese, presidente di Aefi, associazione del mondo fieristico, ha commentato: “Il riconoscimento dello status vaccinale del Paese di origine integrato da tampone in caso di non conformità con quello italiano consente alle fiere di tornare a essere hub strategici per il business delle Pmi del made in Italy. Il nuovo decreto Covid approvato dal Governo va, ancora una volta, nella direzione auspicata dal sistema fieristico e dalle imprese italiane. Aefi, l’Associazione delle esposizioni e fiere italiane che rappresenta il 96% delle manifestazioni del Belpaese, non può che esprimere il plauso per un provvedimento adottato con la massima tempestività”. 

“Una boccata di ossigeno – ha proseguito Danese – che permetterà di garantire pieno carattere internazionale alle decine di manifestazioni rinviate nel primo bimestre soprattutto a causa di importanti defezioni da parte di operatori dei Paesi terzi. Un successo anche per le imprese del made Italy e per il turismo d’affari generato dall’industria fieristica che, prima del Covid, registrava un indotto di oltre 23 miliardi di euro l’anno”.