Si chiama “The comeback of corporate travel: how should companies be planning?” il nuovo report di McKinsey che analizza la prossima ripresa dei viaggi d’affari. Come sarà la pianificazione devi viaggi nelle aziende è la domanda alla quale il report cerca di dare una risposta, prevedendo il ritorno degli spostamenti dopo un 2020 durante il quale le spese totali per i viaggi d'affari a livello globale si sono contratte del 52%, con un crollo negli soli Stati Uniti del 71%, pari a 94 miliardi di dollari.
Lo studio identifica quattro categorie di viaggiatori business, ciascuna con una posizione diversa in termini di resilienza, e fornisce raccomandazioni su come gli attori chiave dell'ecosistema possono fare piani efficaci.
La prima categoria è quella dei "Never left" ossia i dipendenti per i quali i viaggi sono considerati essenziali per condurre gli affari, che hanno ripreso i loro viaggi non appena i lockdown si sono attenuati. Never returning sono invece i digital adopter che sono in grado di mantenere alti livelli di efficacia mentre lavorano in remoto potrebbero non tornare mai più ai viaggi aziendali. Fear of missing out (FOMO) sarà probabilmente il segmento che guiderà il rimbalzo dei viaggi aziendali: coloro che viaggiano per coltivare importanti relazioni con i clienti. La quarta categoria individuata da McKinsey è quella del Wait and see: questo segmento si compone di lavoratori in settori e ruoli relativamente non competitivi (settore pubblico, associazioni professionali, nonprofit).
Durante la pandemia, molte associazioni professionali sono state in grado di tenere eventi virtuali al posto di conferenze in persona e probabilmente saranno più cauti nel tornare a viaggiare. McKinsey indica quattro fasi per tracciare una road map sicura ed efficace per i futuri viaggi aziendali: sfruttare i dati in tempo reale, incorporare l'agilità nella pianificazione, personalizzare le esperienze in base a sicurezza e comfort e comunicare con chiarezza.
Redazione