3410

Location
per eventi

14930

Sale
meeting

435

Agenzie
e servizi

14259

Articoli
e recensioni

OICE 2020: gli effetti del Covid su congressi ed eventi

OICE 2020: gli effetti del Covid su congressi ed eventi

Mettono in luce una serie di indicatori a segno meno i dati dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi-OICE per l'annus horribilis 2020. Come c'era da aspettarsi, si è registrato un forte calo degli eventi in presenza, un pesante -83,8% rispetto al 2019, per un totale di 69.880 eventi organizzati nel 2020.

La crisi dovuta alla pandemia da Covid-19 ha colpito soprattutto le location per eventi. Secondo quanto registrato dallo studio di settore promosso da Federcongressi&eventi, l’associazione nazionale che rappresenta la filiera, e realizzato da ASERI-Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, centri congressi, lesedi fieristico congressuali, alberghi, dimore storiche e le altre tipologie di sedi per eventi hanno registrato un calo di fatturato del 79%.

Negativi anche il numero delle presenze e delle giornate di attività delle sedi. Le presenze sono infatti state 5.847.330 (-86,5%) e le giornate di attività al netto di allestimenti e disallestimenti sono state 95.020 (-84,5%), pari a 24,8 giorni medi netti di durata degli eventi per sede attiva. Quasi il 30% delle sedi non ha ospitato alcun evento. Lo stato di crisi ha coinvolto in maniera omogenea tutte le tipologie di sedi e tutte le aree geografiche del Paese con un picco del 90,5% di decremento di eventi ospitati nelle Isole.

Per rispondere al susseguirsi di restrizioni degli eventi in presenza le sedi hanno prontamente investito in tecnologia così da ospitare gli eventi ibridi, eventi cioè che prevedono un ristretto numero di persone fisicamente nella struttura e un’audience collegata da remoto.

Sulla base del campione di rispondenti all’indagine dell’OICE, il 42% delle sedi ha realizzato uno o più eventi ibridi. Le location che hanno ospitato il maggior numero di questa tipologia di eventi (il 67%) sono state i centri congressi e le sedi fieristico congressuali. Rapportando all’intero universo i dati raccolti si può ipotizzare che lo scorso anno si siano svolti circa 4.900 eventi ibridi, pari al 6,6% del totale dei 74.780 eventi in presenza e ibridi.

Riaperture e prospettive

Le aspettative dei tempi di riapertura sono già andate in gran parte deluse: il campione delle sedi contattato tra dicembre 2020 e gennaio 2021 prevedeva per ben il 67% di poter tornare a ospitare congressi ed eventi entro il primo semestre del 2021. Di queste, il 17,8% contava di riaprire già nel primo trimestre. Per quanto riguarda invece le ipotesi di un ritorno ai livelli di eventi ospitati nel periodo pre-Covid-19, la maggior parte, il 63,8%, stimava un lasso di tempo pari a 1-2 anni e il 26,8% di 3-4 anni.

“La grave crisi del settore certificata dai dati dell’OICE emergerà a breve anche dai bilanci di tutte le aziende coinvolte nella filiera dei congressi e degli eventi, e non solo delle sedi. Dopo oltre un anno di chiusura e ristori inadeguati è della massima urgenza che il governo definisca i criteri per gli interventi sino ad ora previsti, un fondo dedicato per il settore per il 2021 e la pianificazione urgente della ripresa per un settore che genera un indotto fondamentale per i territori” ha commentato Alessandra Albarelli, Presidente di Federcongressi&eventi.

Secondo il professor Roberto Nelli, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi: “La crisi ha colpito pesantemente le sedi sul territorio nazionale senza distinzioni per tipologia o per area geografica: la percentuale media di riduzione del fatturato relativo ai congressie agli eventi si assesta un po’ dovunque intorno al 79%, con la sola eccezione delle Isole, dove la crisi ha bruscamente interrotto il percorso virtuoso di crescita avviato negli ultimi anni, con un calo di fatturato medio delle sedi pari all’84%”.

Nell'infografica i dati salienti di OICE 2020.