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Iata Travel Pass: la chiave per la ripartenza internazionale?

Iata Travel Pass: la chiave per la ripartenza internazionale?

A un anno dall’inizio della pandemia che ha scardinato gli equilibri sociali ed economici di tutto il mondo, il settore della meeting industry è ancora completamente fermo. La ripresa dei voli, dei viaggi internazionali, unita al via libera agli spostamenti delle persone oltre i confini potrebbe essere un’importante rampa di lancio per la ripartenza dei congressi internazionali e per il rilancio della destinazione Italia. Per farlo però, bisogna attrezzarsi e alzare al massimo l’asticella della sicurezza sanitaria. È in questo scenario che nasce lo Iata Travel Pass, una sorta di passaporto sanitario, voluto e ideato da IATA, per poter tornare a viaggiare sicuri e informati, quando le condizioni sanitarie lo consentiranno.

Emirates ed Ethiad Airways sono tra le prime compagnie aeree ad aver annunciato di voler testare lo IATA Travel Pass, oltre alla British Airways e alla Singapore Airlines. Vediamo dunque, come funziona nel dettaglio e a che punto è l’idea di un passaporto sanitario Europeo.

Iata Travel Pass: una soluzione globale

Lo IATA Travel Pass, in realtà, è qualcosa di più di un semplice passaporto sanitario. È una sorta di sistema di certificazione globale, universalmente riconosciuto, che vanta una duplice utilità. Da un lato offre ai Governi e alle compagnie aeree informazioni sicure sullo stato di salute dei passeggeri, dall’altro permette ai viaggiatori di conoscere tutte le misure richieste, dai test ai vaccini, per l’ingresso in un determinato Paese.

Lo IATA Travel Pass, è anche un’applicazione per mobile che consente ai passeggeri di conservare in uno spazio digitale tutti i certificati di vaccinazione, i risultati dei test e dei tamponi Covid-19 effettuati. Tali informazioni sanitarie potranno essere agevolmente condivise con le autorità locali e le compagnie aeree, che potranno verificarle mediante la scansione di un QrCode. Il tutto nel totale rispetto della privacy.

Iata Travel Pass in quattro punti chiave

Il Travel Pass IATA è una soluzione globale e standardizzata per convalidare e autenticare tutte le normative nazionali, relative ai requisiti di viaggio legati al Covid-19, che vengono richiesti ai passeggeri. IATA Travel Pass si articola in quattro elementi chiave:

  • registro globale dei requisiti sanitari: consente ai passeggeri di trovare informazioni accurate e puntuali sui requisiti di viaggio, test e vaccinazione
  • registro globale dei centri di test/vaccinazione: consente ai passeggeri di identificare centri di test e laboratori che soddisfano gli standard per i requisiti di test e vaccinazione della loro destinazione
  • applicazione di laboratorio: consente a laboratori e centri di test autorizzati di condividere in sicurezza i certificati di test e vaccinazione con i passeggeri
  • app di viaggio senza contatto: consente ai passeggeri di creare un vero e proprio passaporto digitale; visualizzare certificati di test e vaccinazione, nonché verificare che siano sufficienti per il loro itinerario; condividere test o certificati di vaccinazione con compagnie aeree e autorità; gestire la documentazione digitale senza problemi per tutto il viaggio

Grazie a questo sistema di condivisione delle informazioni sanitarie, che precederà ogni volo, sarà possibile riaprire le frontiere in sicurezza, dicendo addio alla quarantena obbligatoria.

Travel Pass Iata: le prime compagnie a testarlo

Emirates sarà una delle prime compagnie aeree al mondo a testare il Travel Pass. La Fase 1 sarà avviata a Dubai nelle prossime settimane: consisterà nella verifica e convalida dei test PCR per il Covid-19, che verranno effettuati prima della partenza.

Da aprile dunque, i clienti Emirates potranno utilizzare l’app per comunicare il risultato del proprio test ancor prima di raggiungere l’aeroporto. Emirates provvederà quindi al completamento della documentazione per il check-in.

Già con il mese di marzo dovrebbero adottare il passaporto digitale anche Etihad, British Airways e Singapore Airlines con l’obiettivo comune di favorire la ripresa dell’industria del turismo e dei congressi.

Anche Qantas si dice favorevole a un attestato di vaccinazione, sta infatti pensando a una politica ‘no jab, no fly’ sui voli internazionali a lungo raggio. Mentre l’American Airlines ha già messo a punto una sua app VeriFLY: a partire dal 23 gennaio tutti i viaggiatori provenienti da qualunque destinazione internazionale, che desiderano entrare negli Stati Uniti, devono caricare sull’app il proprio certificato di negatività al test Covid.

Leggi anche: Emirates, piano vaccinazione anti-Covid per i dipendenti e da aprile passaporto digitale 

Da Delta uno strumento di ricerca centri per effettuare i test Covid

Proprio in virtù del fatto che qualunque passeggero di età superiore ai due anni che arriva negli Stati Uniti da una destinazione internazionale deve esibire un test Covid negativo effettuato entro le 72 ore dalla partenza, anche Delta propone un nuovo servizio. La compagnia aerea ha messo a punto per i propri passeggeri un nuovo strumento di ricerca online su delta.com, per localizzare facilmente i centri dove poterli effettuare, attraverso tutto il network internazionale della compagnia.

I viaggiatori possono servirsi di qualsiasi laboratorio che effettui una delle seguenti tipologie di test: test molecolare, test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT), test RT-PCR, test LAMP o test antigenico. I test sierologici rapidi non sono accettati.

Coloro che non forniranno un risultato negativo o non soddisferanno i criteri di esenzione specifici (come la recente guarigione da COVID-19 certificata da una lettera di un operatore sanitario o un funzionario della sanità pubblica che dichiara che la persona è autorizzata a viaggiare) non potranno imbarcarsi.

L’idea di un passaporto vaccinale europeo

L’idea di un passaporto vaccinale sta prendendo forma in tutta Europa. Nei giorni scorsi, La IATA ha esortato tutti i rami dell'Unione Europea a sostenere l'iniziativa del Primo Ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, per concordare un certificato digitale comune europeo di vaccinazione covid-19, che consentirebbe ai vaccinati di viaggiare liberamente in tutta Europa senza il test covid-19.

Il Direttore Generale e Presidente Esecutivo della IATA, Alexandre de Juniac, ha invitato gli Stati Membri dell'UE a coordinare una misura che permetta all'Europa "benefici economici e sociali ripristinando la libertà di movimento, a partire dalle persone vaccinate. La vaccinazione è essenziale per riaprire le frontiere in modo sicuro e stimolare la ripresa economica".

“Un certificato di vaccinazione paneuropeo, reciprocamente riconosciuto, sarebbe un passo importante per dare ai governi la fiducia di aprire le loro porte in modo sicuro e, per i passeggeri, la fiducia di volare senza la barriera della quarantena", ha concluso Juniac.

L’ipotesi sembra incontrare il favore di diversi Paesi, soprattutto i più colpiti dalla chiusura degli aeroporti, come Grecia, Malta e Portogallo, ma anche la Danimarca, l’Estonia, l’Islanda e la Spagna pare concordino sul fatto che sia un’idea valida. La Francia, invece, si dice contraria: è troppo presto, per pensare a una strategia di questo tipo. Le persone vaccinate, attualmente, sono ancora troppo poche rispetto al totale della popolazione, ciò trasformerebbe il passaporto vaccinale in un privilegio per pochi.

Dal canto loro, le istituzioni europee non sembrano contrarie al progetto. Per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, si tratta di un’opzione percorribile, purché si proceda con un protocollo comune e strutturato. Durante il vertice del 21 gennaio scorso, ha ribadito quanto la condivisione informatica dei dati sanitari a livello internazionale sia cruciale, ma al tempo stesso un discrimine tra il pre e il post pandemia.