Tra le attività sospese dal Dpcm del 24 ottobre non ci sono gli alberghi, che possono rimanere aperti.
Tuttavia, anche se non direttamente, il settore alberghiero viene penalizzato dalla situazione, con la chiusura degli eventi, delle fiere e con le raccomandazioni a non viaggiare.
Una condizione denunciata Confindustria Alberghi, l'associazione di categoria del sistema Confindustria, che in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ai Ministri Dario Franceschini, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli, rispettivamente ministro dei Beni e delle Attività Culturali, ministro dell'Economia e delle Finanze, ministro dello Sviluppo Economico, ha chiesto che fin da subito il comparto possa rientrare nell’ambito degli indennizzi che si stanno prevedendo per le realtà più colpite dai nuovi provvedimenti.
“È importante che nel Decreto Indennizzi sia riconosciuta nell’immediato anche la drammatica situazione degli operatori del settore, che peraltro si trovano anche a fronteggiare cancellazioni improvvise delle poche iniziative contrattualizzate e delle prenotazioni per i prossimi mesi invernali che appaiono ora fortemente a rischio” si legge in una note dell’associazione.
Anche secondo Federalberghi “gli alberghi sono aperti ma, nei fatti, vengono chiusi i clienti: frontiere chiuse, viaggi sconsigliati, eventi sospesi, spettacoli annullati, cerimonie vietate, smart-working a go-go”
“Confidiamo – affermano dall'associzione – che le misure di ristoro vengano in soccorso di tutte le imprese che subiscono gli effetti del Dpcm. Le misure, perchè siano eque, devono essere basate sulla perdita effettiva di fatturato e non sul codice Ateco” sostiene l'associazione del settore turistico-associativo.