La pandemia di Covid-19 ha creato uno scenario senza precedenti nella storia degli ultimi 100 anni, non solo dal punto di vista sanitario, ma anche da quello economico. Ha coinvolto tutti gli attori del mercato, lasciando molti dubbi agli operatori e ai brand, su come affrontare la comunicazione e come gestire la pubblicità, in termini di tempi e contenuti. Infine, l’incognita più grande: cosa si aspettano i consumatori?
A fornire alcune informazioni utili è Twitter, che di recente ha condotto un sondaggio tra gli utenti, per scoprire cosa le persone desiderano e si aspettano dalla comunicazione dei brand nell’era Covid-19.
Un dato interessante è quello che riguarda il tono di voce, ovvero – in estrema sintesi – il modo in cui i brand dovrebbero rivolgersi al loro target. Il 93% ha infatti dichiarato di aspettarsi che i marchi tengano conto delle circostanze attuali e comunichino in conformità con la nuova realtà in evoluzione. Un’indicazione, questa, da tenere in considerazione anche in ambito B2B e che può essere uno spunto utile anche per gli organizzatori di eventi che in questo momento mantengono un contatto diretto coi propri clienti in un momento, come sappiamo, di estrema difficoltà.
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Ecco gli altri dettagli su cosa è emerso dalla ricerca di Twitter.
Il 64% afferma che i marchi dovrebbero continuare a pubblicizzare i prodotti normalmente.
Un risultato in linea con un altro recente studio di Kantar, secondo il quale è il 92% delle persone a ritenere che le aziende dovrebbero continuare a fare pubblicità durante l'epidemia di Covid-19.
Il 52% concorda sul fatto che vedere / ascoltare annunci doni loro un senso di normalità.
Questa è una prospettiva interessante e in qualche modo rafforza il primo punto: le persone sono aperte alla pubblicità, anche come forma di comfort e normalità.
Il 77% dichiara di avere un’idea più positiva verso i marchi che al momento si stanno impegnando per sostenere la società.
Un punto, questo, che trova conferma anche nello studio di Edelman Intelligence, “Brand Trust and The Coronavirus Pandemic”, secondo il quale il 90% dei consumatori si aspetta che i brand abbiano un’attenzione particolare al benessere e alla sicurezza finanziaria dei loro dipendenti, mentre l’89% ritiene sia importante che i marchi passino alla produzione di prodotti che aiutano le persone ad affrontare le sfide di oggi e all’offerta gratuita o a prezzi scontati di questi per gli operatori sanitari e le persone a rischio.
Entrando più nel dettaglio degli aspetti umanitari, gli intervistati hanno affermato:
-Per l'82% che i marchi dovrebbero cercare di supportare il personale sanitario in prima linea, ove possibile;
-Per l'86% che i marchi dovrebbero supportare le persone vulnerabili all'interno delle loro comunità;
-Per l'89% che i marchi dovrebbero fornire informazioni affidabili e accurate;
-Per il 77% che i marchi dovrebbero supportare le loro comunità locali;
-Per l'80% che i marchi dovrebbero mostrare come supportano i propri dipendenti.
Infine, un ultimo punto chiave:
Il 70% degli intervistati afferma che i marchi dovrebbero aumentare la positività e condividere storie positive.
In mezzo allo spettro incombente del Covid-19, le persone faticano a vedere la luce alla fine del tunnel, per questo hanno bisogno di speranze a cui aggrapparsi. L’importanza dei brand in questa fase è notevole, un elemento su cui lavorare in vista della ripartenza globale.
di Beatrice Elerdini