La conferenza internazionale sull'AIDS, AIDS 2020, che si sarebbe tenuta dal 6 al 10 luglio a San Francisco e Oakland, sarà invece virtuale.
L'annuncio è arrivato all’indomani della notizia negli Stati Uniti di circa 104.000 nuovi casi confermati di Coronavirus per un totale di quasi 1.700 persone decedute (al momento in cui scriviamo sono saliti a oltre 2.200). La conferenza è uno degli appuntamenti più importanti sull'HIV, che nel 2018 aveva visto riunirsi ad Amsterdam circa 16mila delegati tra ricercatori, esponenti politici, stakeholder e leader di circa 160 Paesi.
Da qui la scelta sfidante di garantire un evento di tale portata in modalità virtuale, che oltre alle sessioni, includerà networking, l'area espositiva, i workshop, il Villaggio globale, alla quale i partecipanti potranno accedere da qualsiasi parte del mondo.
Diversi i motivi che hanno portato gli organizzatori a questa decisione, e quindi a quella di una conferenza virtuale invece che di prevedere date posticipate. Tra questi il fatto che non è chiaro quali conseguenze abbia il Covid 19 sui malati di Aids, oltre al fatto che molti medici che avrebbero dovuto partecipare sono impegnati sul fronte emergenza.
Aids 2020:Virtual non rinuncerà anche all'intenzione di mettere in luce le due destinazioni di San Francisco e Oakland attraverso temi legati alla scienza, all'innovazione e all'attivismo, attraverso il racconto di diverse iniziative.
Resta, più significativo che mai, il tema dell'evento di quest'anno, ovvero la resilienza, che descrive al meglio le intenzioni della conferenza di continuare ad alimentare la community globale legata al tema HIV con iniziative condivise.
Ancora non si conoscono i dettagli del programma e le nuove tariffe per partecipare in maniera virtuale, le comunicazioni e gli aggiornamenti sono costantemente pubblicati sul sito di AIDS 2020.