In questi giorni i tour operator ASTOI Confindustria Viaggi, l’associazione del tour operating italiano, stanno inviando e invieranno nelle destinazioni chiuse (ad esempio Mauritius, Israele, Giamaica, Repubblica Dominicana, Capo Verde, Oman) aeromobili vuoti per riportare in Italia i propri connazionali. Si tratta di migliaia di passeggeri. Era già successo in Repubblica Dominicana, dove lo scorso fine settimana, i Tour Operator ASTOI hanno fatto partire dall'Italia aerei intercontinentali vuoti per riportare indietro migliaia di turisti italiani; lo stesso accadrà la prossima settimana per altre mete che stanno impedendo l’ingresso agli italiani.
“Si tratta di operazioni dai costi molto elevati” fa sapere Astoi Confindustria Viaggi in una nota, chiedendo che tali costi vengano considerati nelle misure economiche straordinarie e urgenti che il Governo sta adottando in questi giorni.
Solo a titolo di esempio, nel 2013 la crisi egiziana generò, per i tour operator ASTOI perdite pari a circa 20 milioni di euro, fra costi legati all'invio di aerei per rimpatriare gli italiani e gestione dell’emergenza.
“Oggi, a fronte della chiusura di quasi tutte le principali destinazioni turistiche, i tour operator non sono in grado di proporre destinazioni alternative al fine di garantire la continuità aziendale, poiché di fatto nessuna meta è più fruibile, e si trovano a sopportare anche costi emergenziali che non dovrebbero ricadere sulle spalle di aziende private” si legge nella nota.
“Tutti i professionisti del settore si stanno prodigando per risolvere gli enormi problemi in essere. Le aziende, oggi assorbite dalle questioni operative, hanno il timore di trovarsi nuovamente sole, come in passato, a fare il conto dei danni che l’emergenza ha generato; costi che saranno certamente pari a diverse decine di milioni di euro e che questa vota il sistema non sarà in grado di sostenere, se non verrà supportato da interventi strutturali”.