3410

Location
per eventi

14930

Sale
meeting

435

Agenzie
e servizi

14259

Articoli
e recensioni

Coronavirus: l'appello delle associazioni turistiche e congressuali

Coronavirus: l'appello delle associazioni turistiche e congressuali

Sono giorni concitati per l’emergenza Coronavirus che ha travolto l’Italia e anche tra i settori più colpiti quelli congressuali, travel e albeghiero stanno già misurando gli effetti, purtroppo negativi, della situazione che – tra l’altro e rispetto ad altri tipi di emergenza – non può dare certezze né su tempi né su quello che accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

Dopo le ordinanze che hanno vietato gli eventi aggregativi pubblici e privati, la chiusura delle scuole e dei luoghi pubblici, che riguardano sempre più regioni italiane, le associazioni di settore hanno diramato comunicati stampa e comunicazioni con l'intento di fare il punto della situazione,ma soprattutto di portare l'attenzione delle Istituzioni percontenere danni economici che si preannunciano ingenti.

In questo articolo abbiamo raccolto alcune dichiarazioni e richieste che vengono direttamente dalle associazioni dei settori congressuale, turistico e alberghiero e che possono interessare anche gli organizzatori di eventi.

Leggi anche:Coronavirsu 2019-nCov: cosa devono sapere gli organizzatori di eventi

Il grido di allarme di Federcongressi&eventi

L’associazione dell’industria italiana dei congressi e degli eventi, che ha rimandato la sua convention annuale di questi giorni, pur confidando che la decisione di includere tra gli eventi interdetti anche congressi ed eventi aziendali sia stata presa perché ritenuta fondamentale e necessaria per ragioni di salute pubblica, auspica che abbia una durata circoscritta, a fronte di perdite stimate oltre il miliardo e mezzo di euro per le imprese del settore dei congressi e degli eventi nell’arco di un solo mese a causa dell’allarme Coronavirus.

“Il nostro è un grido di allarme che chiede risposte immediate e precise”, sostiene Alessandra Albarelli, Presidente dell’associazione italiana dei congressi e degli eventi Federcongressi&eventi. “Siamo chiaramente consapevoli di come sia indispensabile adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute pubblica e siamo stati pronti ad attuarle. Alle istituzioni chiediamo, però, di aprire urgentemente un dialogo con la nostra associazione affinché le eventuali successive ordinanze tutelino il settore della meeting industry: cancellare lo svolgimento di eventi e congressi significa infatti arrecare un ingente danno economico non solo alle imprese direttamente coinvolte nella loro organizzazione, ma anche alle città e ai territori che li ospitano alla luce dell’indotto generato”.

Federcongressi&eventi ha inoltre attivato un monitoraggio delle attività che ciascuna azienda socia si vedrà costretta ad annullare nelle prossime settimane, predisponendo allo scopo un database di raccolta dati raggiungibile online che raccoglierà i dati principali di ciascun evento annullato o riprogrammato.
Tale raccolta dati ci consentirà all'associazione di ottenre e diffonder informazioni concrete e quantificabili per attivare adeguate interlocuzioni istituzionali a supporto della nostra industria.

"Non escludiamo l’ipotesi di rivolgere alle Autorità competenti in materia la richiesta di supporto economico alle nostre imprese in termini di sgravi contributivi e fiscali, posticipo rispetto alle scadenze delle imposte e la possibilità di accedere all’attivazione di ammortizzatori sociali.
Lungi da noi voler alimentare ulteriormente ingiustificati allarmismi, ma riteniamo che sia opportuno farci trovare tempestivamente preparati ad affrontare ogni tipo di scenario" ha affermato Alessandra Albarelli in una nota.

Le associazioni del turismo chiedono l’apertura dello stato di crisi

A seguito del recente e repentino aggravarsi degli eventi, Aidit (associazione italiana distribuzione turistica), Assoviaggi (assocazione italiana di viaggi e turismo), ASTOI Confindustria viaggi e Fto (federazione del turismo organizzato) chiedono con forza che il turismo sia tutelato e supportato in questo momento di profonda crisi.

“Il turismo non è solo incoming ma è anche outgoing, business travel, gite scolastiche, eventi, congressi” si legge nella nota. "Nelle ultime settimane agenzie di viaggi e tour operator hanno assistito a un azzeramento della domanda verso la Cina e verso le altre mete asiatiche, ma anche a un blocco della domanda di viaggi in generale per tutte le destinazioni del mondo, oltre che a un raddoppio delle richieste di cancellazione di viaggi. Inoltre, alcuni Paesi esteri stanno adottando misure restrittive nei confronti dell’ingresso di viaggiatori italiani, fattore che determina un ulteriore aggravio del danno, che è già molto ingente".

Anche sui viaggi di affari si è riscontrata una brusca frenata dei volumi a seguito di policy più restrittive, di misure di prevenzione introdotte dalle aziende e per effetto della cancellazione di eventi e fiere.

Aidit, Assoviaggi, ASTOI e Fto chiedono le seguenti misure straordinario di sostegno:

1) Differimento del pagamento dei contributi previdenziali e del pagamento delle imposte dirette e indirette per un periodo coincidente col perdurare della crisi e, comunque, non inferiore a dodici mesi come già avvenuto per gli eventi sismici;

2) Riduzione dell’aliquota IRPEF;

3) Accesso agevolato al credito e sospensione del pagamento delle rate dei mutui;

4) Accesso agevolato per le imprese agli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, solidarietà, etc) e a Fondi di sostegno al reddito (es. FIS - fondo di integrazione salariale, Fondi Bilaterali), estendendo tali misure anche alle PMI;

5) Istituzione di aiuti speciali per gli organizzatori di viaggi (tour operator e agenzie di viaggi) che consentano di coprire le perdite derivanti dall'acquisto di servizi relativi a viaggi cancellati, di superare le difficoltà nei flussi di cassa e di mantenere l’operatività aziendale in una situazione di forte contrazione dei volumi;

6) In caso di protrarsi dell’attuale situazione, è necessario che la UE istituisca appositi fondi europei a sostegno delle imprese italiane, alla luce dello stato di crisi;

7) Intervento del Ministero degli Affari Esteri sui Paesi esteri che stanno adottando misure di restrizione all’ingresso nei confronti dei cittadini italiani, al fine di ottenere indicazioni chiare e precise sull’adozione delle eventuali misure restrittive;

8) Rivalutazione da parte del MIUR dell’estensione a tutto il territorio nazionale di quanto previsto dal decreto 23 febbraio 2020 per i viaggi di istruzione in Italia e all’estero: eliminazione del provvedimento restrittivo a livello nazionale e limitazione dell’applicazione dello stesso alle sole zone incluse nel decreto e alle sole Regioni che abbiano adottato provvedimenti in tal senso, ricomprendendo l’introduzione di meccanismi di riprogrammazione dei viaggi di istruzione, al termine del periodo di sospensione.

Federalberghi: non siamo in bassa stagione

"Siamo molto preoccupati. In pochissimo tempo la situazione è precipitata” ha affermato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando per l'ANSA l'impatto del coronavirus sull'economia del turismo.

“Sino a qualche giorno fa, l'Italia risultava sostanzialmente indenne dall'epidemia, con un numero limitatissimo di pazienti sotto osservazione, per contagi contratti all'estero. Oggi siamo nell'occhio del ciclone e il danno d'immagine si è già trasformato in danno economico".
La posta in gioco è alta secondo Bocca, perché questi mesi non sono di bassa stagione per l’Italia, ricordando come durante i mesi di febbraio e marzo gli esercizi ricettivi italiani ospitano 14,5 milioni di turisti italiani e stranieri, per quasi 40 milioni di pernottamenti.

La preoccupazione degli albergatori milanesi

ATR, l'associazione degli albergatori milanesi aderenti a Confesercenti, si sta occupando già da diversi giorni dell’impatto sul settore dell’ospitalità dell’emergenza del nuovo coronavirus SARS-CoV-19, ma nelle ultime ore questa è diventata la priorità assoluta.

“A 48 ore dall’inizio dell’allarme in Lombardia, la situazione è realmente preoccupante: le ultime ordinanze stanno causando cancellazioni anche per date successive a quelle del blocco delle fiere e degli eventi - spiega il presidente di ATR Rocco Salamone - Pur nel rispetto delle decisioni ufficiali delle Istituzioni, ci preme sottolineare il rischio che la Lombardia venga considerata dai turisti una destinazione non sicura. Al contrario gli alberghi milanesi stanno fronteggiando l'emergenza già da diversi giorni mettendo in pratica le principali raccomandazioni delle autorità sanitarie e sono per questo alcuni tra i luoghi pubblici più idonei per accogliere chi viaggia".


“Oggi il danno per la nostra categoria non riguarda più solo i turisti cinesi ma tutti i viaggiatori che stanno riprogrammando le proprie presenze a Milano - conclude Salamone - Per questo nei prossimi giorni diventerà necessario aprire la discussione su nonché misure straordinarie a partire dalla cassa integrazione”.