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L’accelerazione tecnologica

L’accelerazione tecnologica

Videoconferenze, interattività, effetti speciali audio e video, animazioni, infinite innovazioni tecnologiche sia hardware sia software... Gli Anni 90 si aggiudicano il titolo di decennio hi-tech “più veloce” dalla nascita del congressuale a oggi

I Novanta furono il decennio dell’accelerazione tecnologica, grazie agli sviluppi tumultuosi dell’informatica. Il congresso diventò uno spettacolo, in cui l’impatto emotivo sulla platea assunse forse la stessa rilevanza – se non oltre – dei contenuti proposti. La comunicazione si avvalse quindi delle tante nuove possibilità permesse dalle Ict: dalla trasmissione di immagini su schermo (videopresentazioni con effetti speciali e inserimento di animazioni e filmati) ai sempre più sofisticati sistemi di interazione con il pubblico (votazione elettronica) e in generale di gestione elettronica delle conferenze. Nei grandi meeting istituzionali, gli impianti di traduzione simultanea, che avevano già beneficiato della rivoluzione a raggi infrarossi (si veda la sezione Anni 80) potevano avere anche più di dieci cabine (in legno) e ciascuna era in grado di ospitare fino a quattro traduttori.
L’interattività conquista gli eventi

L’interattività conquista gli eventi

Qual è la marcia in più dell’interattività tra relatori e pubblico durante un evento, a partire dagli anni Novanta? Si comincia a poggiare su sistemi tecnologici affidabili, non più pionieristici o sperimentali, in grado di mettere in comunicazione grandi platee. In parte, la possibilità di interagire in modo più strutturato era destinata a cambiare il modo stesso di progettare e gestire un evento (non più il guru della materia che infonde il sapere dall’alto in basso) anche se si restava comunque nell’ambito di una discussione indirizzata e governata dai chairman. L’interazione pura fa ancora fatica a prendere piede, ma è sempre più parte della coscienza collettiva, che tende a sgretolare le mura tra chi parla e chi ascolta: accade nei congressi scientifici ma soprattutto nelle convention aziendali, dove il singolo è sempre più preso in considerazione (e la tecnologia abilita la possibilità di dargli voce in tempo reale).
I Cds: conference discussion system

I Cds: conference discussion system

È stata una delle grandi innovazioni per i congressi e i meeting istituzionali: per la prima volta, i nuovi sistemi Cds (conference discussion system) prevedevano la possibilità di votare una risoluzione o un sondaggio, ma anche il controllo degli accessi da parte degli utenti e quindi la possibilità di prenotarsi per prendere la parola, rendendo così più efficiente l’interazione tra relatori e audience. In quegli anni questo sistema venne apprezzato anche nei summit politici internazionali, per esempio quelli delle agenzie Onu. Può essere installato infatti in molteplici situazioni, dalla piccola meeting room fino a una grande sala plenaria o un Parlamento, permettendo la gestione in contemporanea degli interventi di centinaia di delegati. Un sistema Cds è costituito essenzialmente da un’unità di controllo per i microfoni, dal software per Pc e dalle unità poste sui tavoli dei relatori o dei partecipanti a un meeting (con funzionalità diverse per i chairman delle sessioni e per i delegati). Completano l’attrezzatura i microfoni portatili, oggi quasi sempre senza fili (spesso detti “gelati”) e le cuffie.
WWW: Internet per tutti

WWW: Internet per tutti

Sit Timothy (Tim) John Berners-Lee, l’informatico londinese che assieme al belga Robert Cailliau ha inventato il World Wide Web, non sarà noto alle masse come Bill Gates o Steve Jobs, ma è grazie a lui che internet (già esistente in quanto rete di computer interconnessi) ha assunto la forma di una “grande ragnatela mondiale” di contenuti (testi, immagini, audio, video) “navigabili” da chiunque tramite un programma (il browser) in grado di visualizzarli come pagine nello schermo del computer. Tutto accade nell’ottobre 1990, con la primissima versione del www. Il primo sito internet fu presentato al pubblico il 6 agosto 1991. Il concept del progetto era nato al Cern di Ginevra, dove Berners-Lee lavorava all’epoca, ma nel 1994 il padre della “tripla w” si spostò al Mit di Boston per fondare il World Wide Web Consortium (W3C). Il “compleanno” del web è stato festeggiato nel novembre 2012 a Roma con un evento al Tempio di Adriano al quale ha partecipato Berners-Lee.
Rivoluzione Browser

Rivoluzione Browser

Il primo browser nella storia dell’informatica, sviluppato da Berners-Lee, si chiamava proprio WorldWideWeb. Era in bianco e nero e le immagini si aprivano in una nuova finestra, ma non fu mai portato al pubblico. Il primo browser di larga diffusione fu invece Netscape Navigator, lanciato nel 1994 (e poi abbandonato da Aol nel 2008). A farlo nascere, assieme a Jim Clarck, fu Marc Andreessen, già sviluppatore di Mosaic, che era nato nel 1992. Il successo di Netscape fu enorme, fino al 1998. Internet Explorer era già nato da cinque anni, ma non aveva ancora le funzionalità necessarie per tenere testa al rivale. Dopo qualche anno, però, la Microsoft cambiò strategia e rese Internet Explorer talmente integrato con Windows da farne il leader di mercato, anche se in seguito questo abbinamento volto a ridurre l’adozione dei concorrenti le costò molto caro, perdendo nel 2000 la causa legale da intentata dal Dipartimento di giustizia americano per comportamenti monopolistici.
La nascita di Google

La nascita di Google

Nel 1993, il web contava appena 130 siti, ma due anni dopo, da un’idea di due studenti di Stanford nacque la prima versione di Yahoo, che pochi mesi prima si chiamava “Jerry’s guide to the World Wide Web”. Nel 1996 lo sbarco in Borsa e nel giro di tre anni, i due ragazzi valevano già 16 miliardi di dollari. Un sogno interrotto dalla nascita di quella che oggi è una delle più grandi aziende del mondo, Google, che vide la luce nel settembre 1997 per mano anche in questo caso di due stanfordiani, Larry Page e Sergey Brin. Il PageRank è la chiave dell’enorme successo di quello che ormai è considerato il motore di ricerca per antonomasia (83% del mercato): un algoritmo in grado di assegnare un peso numerico diverso in base alla popolarità del sito web analizzato, in pratica un punteggio più o meno alto a seconda di quanto esso è “linkato” dagli altri e quindi ritenuto affidabile, aggiornato, di valore. Oggi, le nuove versioni – sempre più sofisticate – di queste formule matematiche mettono l’accento sulla qualità delle fonti da cui si riceve traffico web: è una delle basi del lavoro di search engine optimization (Seo), la branca del marketing che punta a posizionare il più in alto possibile un sito dei motori di ricerca, decretandone il successo.
Un Gsm in ogni tasca

Un Gsm in ogni tasca

All’inizio venne l’Etacs, poi il Gsm (seconda generazione o 2G) che ancora oggi fa funzionare oltre tre miliardi di cellulari nel mondo: il servizio, che ha rivoluzionato il mondo della telefonia mobile anche perché interoperabile (permetteva le comunicazioni tra Paesi che prima adottavano soluzione diverse) fu avviato in Italia nel 1992. Per la prima volta le reti cellulari funzionavano con uno standard digitale, che oltre alla maggiore velocità abilitava nuovi servizi, tra cui uno destinato a cambiare per sempre il nostro modo di comunicare e lavorare: gli sms, short message service, che in 160 caratteri diedero un altro colpo di acceleratore alla vita quotidiana di fine millennio, a casa, in viaggio o in ufficio. Il primo messaggio della storia è stato inviato il 3 dicembre 1992, da un computer a un cellulare; l’anno dopo l’esordio dell’sms tra due telefonini. Dopo l’allora monopolista Telecom, Omnitel ottenne la seconda licenza italiana come operatore mobile nel 1994: il servizio sperimentale partirà l’anno successivo nelle principali città italiane. Oggi l’Italia detiene il primato mondiale per numero di telefonini: secondo l’Eurispes due cittadini su tre hanno più di un apparecchio e l’Itu (International Telecommunication Union) conta oltre 97,2 milioni di sottoscrizioni alla rete mobile (2012).
La grafica digitale

La grafica digitale

La rivoluzione informatica ha provocato cambiamenti radicali anche nel mondo della grafica, con l’avvento in ogni casa e ufficio delle tecnologie digitali. La computer graphics (produzione ed elaborazione di immagini tramite il Pc, con l’ausilio di software sempre più diffusi e accessibili) ha cambiato il modo di promuovere gli eventi, creando una nuova generazione di professionisti delle arti visive e degli allestimenti, meno adusi alla carta e alle forbici e più a loro agio davanti alla tastiera e al monitor di un computer, con programmi come Adobe Photoshop, la cui prima versione risale proprio al 1990 a opera dei fratelli Knoll, che intendevano supportare il lavoro del padre fotografo.
Registrazione online e nuove norme

Registrazione online e nuove norme

A metà del decennio iniziano a comparire le prime piattaforme per la registrazione online agli eventi. Ma oltre agli aspetti informatici, in Italia il cambiamento principale in tema di congressi nel decennio fu rappresentato dall’imporsi di una normativa sempre più stringente, dal 1993 in poi. Il 30 dicembre di quell’anno fu emanato infatti il decreto legislativo 541, che recepiva la direttiva Cee 92/28 in materia di “pubblicità dei medicinali per uso umano”. L’articolo 12 della norma comunitaria riguardava da vicino convegni e congressi, limitando i confini dell’attività allorché si rendeva necessario inviare al ministero della Sanità un preventivo dettagliato dell’evento, entro 60 giorni dall’inizio.