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Eventi on the road

Il mondo degli eventi di comunicazione evolve rapidamente, anche se per ora “confinato” nel b2c più tradizionale. Tuttavia, in quegli anni, la cura degli allestimenti, le location inusuali, i format così spettacolari preparano il terreno agli anni Duemila

Il Karaoke, il Festivalbar, il Gatorade tour. È negli Anni 90 che esplode la formula degli eventi itineranti: dalle spiagge alle piazze, fino alle case degli italiani grazie al tubo catodico. Dal 1992 l’appuntamento con i talenti musicali scoperti in giro per la Penisola era fisso alle 20.30 su Italia 1. Accolti dall’energica voce dell’allora giovane Fiorello, gli spettatori venivano coinvolti nella competizione vocale che in poco tempo è stata capace di lanciare anche nel nostro Paese la moda del karaoke. Un successo che portò Fiorello alla conduzione di un altro grande appuntamento musicale itinerante: il Festivalbar. Ideato da Vittorio Salvetti nel 1964, il Festivalbar ebbe una grande popolarità proprio negli Anni 90 quando, approdato su Italia 1, non fu più trasmesso in diretta, ma in differita. In questo modo, le esibizioni potevano essere spezzettate e distribuite su più puntate, facendo arrivare gli ascolti alle stelle. Ispirandosi a questi format, anche le agenzie di eventi cominciarono a realizzare tour in giro per la Penisola. È il caso, per esempio, del Gatorade Tour del 1996, progettato con l’obiettivo di presentare al grande pubblico il prodotto non più come una bevanda adatta solo agli sportivi, ma come una bibita da assaporare anche in contesti più rilassati. Ogni giorno veniva allestito un Gatorade Park con beach volley, montagna da freeclimbing, elastarun (le strutture-gioco gonfiabili) e venivano offerti sampling gratuiti alle persone che partecipavano alle attività.
Quando la moda sfilò allo stadio

Quando la moda sfilò allo stadio

Chi, ancora adesso, non si emoziona quando sente le voci di Edorardo Bennato e Gianna Nannini cantare sulle note di Un’estate italiana? Era il 1990 quando la hit spopolava sulle radio: era l’anno dei Mondiali di Calcio. Italia ‘90, così come fu denominata la 14esima edizione della manifestazione, non fu solo un grande evento sportivo, bensì un’occasione per celebrare le bellezze del nostro Paese, dal design all’architettura alla moda. Durante la cerimonia di apertura sfilarono alcuni modelli provenienti da tutti i continenti con indosso capi disegnati da grandi artisti italiani: Valentino per l’America, Missoni per l’Africa, Gianfranco Ferré per l’Italia. A conclusione della festa, gli spettatori furono allietati con il concerto dell’orchestra diretta da Riccardo Muti. Molti degli stadi utilizzati per l’occasione furono ristrutturati, rendendoli più grandi e moderni secondo il gusto italiano. Emblematico fu il caso di Bari, la cui riprogettazione fu affidata a Renzo Piano. Il famoso architetto genovese trasformò la struttura in modo che tutti gli spettatori avessero il massimo della visibilità da ogni posizione e che di notte non ci fossero zone d’ombra grazie a un innovativo sistema di illuminazione. Proprio Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Udine e Verona furono il palcoscenico della competizione internazionale. L’evento, organizzata dal team di Luca Cordero di Montezemolo, si articolò in 52 partite nell’arco di 31 giorni, con oltre 40mila accreditati e 28 miliardi di contatti televisivi. Mascotte ufficiale fu Ciao, un personaggio stilizzato che si ispirava alle forme di un calciatore nell’atto di palleggiare. Come noto, nonostante fosse la favorita, l’Italia arrivò solo terza, dopo l’Argentina di Diego Armando Maradona e la Germania dell’Ovest che in quell’occasione conquistò il suo terzo titolo mondiale.
L'evento come show. Il lancio della Fiat Punto

L'evento come show. Il lancio della Fiat Punto

Era il 1993 quando, al Salone dell’automobile di Francoforte, fu presentata al mondo per la prima volta la Fiat Punto disegnata da Giorgetto Giugiaro. La nuova vettura, che raccoglieva il testimone della vecchia Uno – e che avrebbe dovuto ripeterne il successo – solo due anni dopo fu incoronata “Auto dell’Anno”. Oltre a rivoluzionare il mercato dell’auto italiano, e in parte anche quello europeo, la Punto, lasciò un segno anche nel mercato degli eventi. Il lancio di quest’automobile fu il più grande organizzato nel nostro Paese negli Anni 90. Una pietra miliare che, per i professionisti del settore, rappresenta ancora un momento storico. Per la prima volta, infatti, un evento fu inteso come un vero e proprio show dalla grande forza scenica. Il reveal dell’automobile era stato concepito con l’arrivo di una gigantesca sfera, simbolo del punto, dalla quale usciva l’auto regina, lasciando tutti a bocca aperta. Mai prima in Italia si era vista una cosa del genere.