Quando la moda sfilò allo stadio
Chi, ancora adesso, non si emoziona quando sente le voci di Edorardo Bennato e Gianna Nannini cantare sulle note di Un’estate italiana? Era il 1990 quando la hit spopolava sulle radio: era l’anno dei Mondiali di Calcio. Italia ‘90, così come fu denominata la 14esima edizione della manifestazione, non fu solo un grande evento sportivo, bensì un’occasione per celebrare le bellezze del nostro Paese, dal design all’architettura alla moda. Durante la cerimonia di apertura sfilarono alcuni modelli provenienti da tutti i continenti con indosso capi disegnati da grandi artisti italiani: Valentino per l’America, Missoni per l’Africa, Gianfranco Ferré per l’Italia. A conclusione della festa, gli spettatori furono allietati con il concerto dell’orchestra diretta da Riccardo Muti. Molti degli stadi utilizzati per l’occasione furono ristrutturati, rendendoli più grandi e moderni secondo il gusto italiano. Emblematico fu il caso di Bari, la cui riprogettazione fu affidata a Renzo Piano. Il famoso architetto genovese trasformò la struttura in modo che tutti gli spettatori avessero il massimo della visibilità da ogni posizione e che di notte non ci fossero zone d’ombra grazie a un innovativo sistema di illuminazione. Proprio Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Udine e Verona furono il palcoscenico della competizione internazionale. L’evento, organizzata dal team di Luca Cordero di Montezemolo, si articolò in 52 partite nell’arco di 31 giorni, con oltre 40mila accreditati e 28 miliardi di contatti televisivi. Mascotte ufficiale fu Ciao, un personaggio stilizzato che si ispirava alle forme di un calciatore nell’atto di palleggiare. Come noto, nonostante fosse la favorita, l’Italia arrivò solo terza, dopo l’Argentina di Diego Armando Maradona e la Germania dell’Ovest che in quell’occasione conquistò il suo terzo titolo mondiale.