Congressi a regola d’arte
Nel 1994 entra in vigore la Legge Ronchey, dal nome dell’allora ministro dei Beni Culturali, che introduce la gestione privata dei servizi aggiuntivi nei musei italiani, per garantirne il parziale autofinanziamento del patrimonio storico e artistico. Vendita di libri, cataloghi, cartoline, poster, merchandising vario. E ancora caffetteria, guardaroba, visite guidate, organizzazione di mostre e, naturalmente, di congressi ed eventi: musei, pinacoteche e altri luoghi sottoposti a tutela per i beni culturali diventano ora finalmente accessibili anche ai meeting planner, che possono ottenere in concessione tali sedi prestigiose, secondo una serie di tariffe indicative. Una riforma largamente attesa in un Paese come il nostro, ricco di location di eccezionale bellezza e valore artistico, per poter valorizzare pienamente il patrimonio storico-culturale anche in ottica di comunicazione b2b e di turismo congressuale.