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MAUTO 2.0

Aumentare le potenzialità di utilizzo dello spazio, incrementare l’interattività e sviluppare la comunicazione multimediale senza dimenticare gli approfondimenti tematici o snaturare l’identità culturale e tecnica del museo: sono questi gli obiettivi principali del “nuovo” Mauto 2.0, il rinnovato Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, che si ripropone come polo di attrazione della città dell’automobile per eccellenza. Nuove tecnologie digitali, diverse modalità di interazione opera-spettatore, approccio differente ai contenuti, valorizzazione degli spazi per una fruizione più articolata e differenziata: sono temi su cui si è concentrato il progetto di sviluppo del nuovo museo.

Un programma di interventi appena completato che ha permesso alla struttura di divenire location ideale non solo per la visita di appassionati e addetti ai lavori, ma anche per l’organizzazione di congressi e meeting di lavoro, oltre che di feste, concerti o eventi più in generale. Del resto le potenzialità ci sono tutte, con oltre diecimila metri quadrati di spazio espositivo (articolato in trenta sezioni tematiche e cronologiche e zone adatte a mostre temporanee) nel quale trovano posto sia una collezione costituita da oltre duecento vetture di novanta marche provenienti da tutto il mondo, sia le principali novità in fatto di design, concept e greencar, oltre a e un garage-officina visitabile con una scuola di restauro per auto d’epoca attiva.

Oggi il museo rinnovato attrae un target di visitatori sempre più ampio e diversificato e mette a disposizione dei visitatori approfondimenti storici, immagini d’archivio, schede tecniche sulle vetture, consultabili durante la visita attraverso gli smartphone personali, totem multimediali o Ipad in dotazione. In questo progetto complessivo si colloca il nuovo centro congressi al primo piano: il volume esistente è stato ripensato per consentire la creazione di due sale distinte (e ottimamente equipaggiate), l’Auditorium con una capienza di quattrocento posti e la Sala 150 (150 posti).

Spazi funzionali e moderni nei quali alla semplificazione degli elementi propri dell’architettura, si associano tecnologie evolute e standard elevati (l’Auditorium ha ospitato diversi concerti di musica sinfonica, oltre a importanti convention internazionali), oltre alla possibilità di implementare, a richiesta del cliente, le dotazioni necessarie. Accanto a questi spazi “più tradizionalmente congressuali” si colloca la Galleria Nord, un’area di circa cinquecento metri quadrati che collega il foyer alla Sala Panoramica e può servire per coffee break, lunch o cene esclusive utilizzando, nella bella stagione, la terrazza panoramica che si affaccia sulla lussureggiante collina torinese ma che può anche essere, perché no, una capiente area espositiva. Dulcis in fundo, la magnifica Piazza: una corte interna coperta, cuore del museo e frutto distintivo della trasformazione attuata dall’architetto Cino Zucchi nella complessa ristrutturazione dell’edificio. Il vecchio cortile con giardino è stato chiuso per realizzare uno spazio nuovo, estremamente avveniristico e suggestivo, la cui superficie complessiva di circa mille metri quadrati può ospitare eventi di vario genere con una capienza decisamente ampia: premiazioni, presentazioni, concerti, cene di gala, sfilate di moda, rappresentazioni teatrali.

Il museo rinnovato comunica partecipazione e coinvolgimento di target diversi e complementari, come racconta Rodolfo Gaffino Rossi, direttore del Mauto «Partiamo dall’idea che Il museo debba essere vivo. Quindi laboratori di didattica, mostre, ricerca, convegni internazionali, borse di studio e supporto ai giovani designer, ma anche – in ambito leisure – serate a tema nel dehor e riproposizione di interessanti esperimenti come le Visite Teatrali, una sorta di contestualizzazione storica raccontata da attori, tutto nel filone attualissimo dello storytelling. Tutto questo rispettando il suo ruolo di istituzione che deve preservare, conservare e anche arricchire la sua collezione. Grandi sforzi si stanno compiendo anche nell’ambito della comunicazione, esplorando sia all’interno sia nelle comunicazioni esterne i social network e i nuovi linguaggi».

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