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Italcongressi: Massimo Fabio sui distretti congressuali

Italcongressi: Massimo Fabio sui distretti congressuali

Massimo Fabio, presidente Italcongressi, ha presentato al vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli la richiesta di distretti congressuali

Il turismo italiano ha bisogno dei distretti congressuali: per ottimizzare e coordinare le risorse, concentrare i grandi eventi, valorizzare le aree con strutture e servizi. È la richiesta che Massimo Fabio, presidente Italcongressi e vice presidente Federcongressi, ha presentato al vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli oggi all'assemblea aperta alle istituzioni e agli operatori: "Relazionarsi per competere: il distretto congressuale". Il progetto candida Roma primo polo italiano. La proposta ha il sostegno del mercato. «L'Eur ha ciò che occorre - ha spiegato Fabio - per diventare distretto d'eccellenza: ha strutture congressuali, numerosi alberghi, servizi; è crocevia di comunicazioni. Il nuovo centro "la Nuvola" può accogliere fino a 9.200 persone: potenzia la dotazione dell'Eur, rilancia la capitale nello scenario internazionale. Rappresenta un valido modello per altri mercati a vocazione congressuale. Questi sistemi territoriali, come accade per altri distretti industriali, consentiranno al nostro turismo congressuale di rispondere alla globalizzazione; assicureranno dignità normativa al congressuale, assicureranno sinergia tra enti nazionali e locali, pubblico e privato; consentiranno di pianificare vasti progetti, coordinare gli strumenti, attivare sostegni». «I distretti - sostiene Fabio - favoriranno il comparto e il turismo, attivando un vasto indotto». Il riconoscimento è sostenuto dall'importanza del congressuale che, con il vasto indotto, rappresenta la più grande componente del turismo (+26 per cento), precedendo il turismo d'arte (23,6 per cento) e quello balneare (23,2 per cento). Il congressuale continua a salire con un aumento, secondo gli ultimi valori, dei partecipanti (+16,60 per cento) agli eventi e dei pernottamenti alberghieri (12,18 per cento). Tutto questo nonostante la flessione del 17,6 per cento degli incontri in Italia, e molti problemi. Il mercato è fortemente penalizzato dalla carenza di strutture e di centri congressuali, inadeguati per soddisfare le potenzialità del settore, sfruttare la domanda che continua a salire: + 2,7 per cento nazionale, + 7 per cento internazionale. Il distretto congressuale può incentivare le strutture. I valori su cui riflette Fabio sono anche altri. La differenza di ben nove milioni di pernottamenti separa i congressisti italiani all'estero dagli stranieri che organizzano meeting e grandi incontri in Italia: lo squilibrio ha causato un saldo negativo della bilancia dei pagamenti congressuali italiana di 623 milioni di euro. Per Fabio «Il deficit è causato soprattutto dall'incapacità del settore a soddisfare la domanda per la carenza di centri e investimenti. L'Italia non può continuare a concentrarsi esclusivamente sull'internazionalizzazione commerciale. Dobbiamo puntare sempre più sull'internazionalizzazione delle funzioni terziarie ad alto valore aggiunto: appunto i sistemi fieristico-congressuali. Aprono un nuovo ciclo competitivo e potranno essere nel futuro, se opportunamente valorizzati, un ottima occasione di business e di sviluppo economico, contribuendo all'intero slancio del turismo». Al convegno di oggi oltre all'amministratore delegato Eur Spa, Mauro Miccio, hanno partecipato fra gli altri la vice sindaco di Roma Maria Pia Garavaglia, il direttore generale dell'Enit Agenzia Nazionale del Turismo, Eugenio Magnani, il presidente Federturismo Costanzo Jannotti Pecci e l'assessore regionale Toscana Anna Rita Bramerini, coordinamento nazionale degli assessori regionali al Turismo. Un evento significativo per il rilancio delle attività congressuali in Roma e in Italia.