Si è svolto nella capitale il primo seminario del Convention Bureau Italia
I 29 referenti Mice appartenenti alle sedi Enit internazionali sono stati protagonisti delle due giornate di formazione dal titolo “Seminario CBI 2012: destinazione Italia” organizzate dal Convention Bureau Italia a Roma. All’evento, che si è svolto giovedì 1 e venerdì 2 marzo 2012, hanno partecipato i rappresentanti Mice delle sedi estere già operativi presso i singoli mercati: Argentina, Cina, Giappone, Emirati Arabi Uniti, India, Belgio e Lussemburgo, Ungheria, Germania, Olanda, Portogallo, Regno Unito e Repubblica d’Irlanda, Russia, Repubblica Ceca, Svezia, Finlandia, Danimarca, Norvegia, Francia, Spagna, Polonia, Austria, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Slovenia, Croazia, Svizzera, Canada, Stati Uniti, Brasile, e Australia. Mario Resca, presidente del Convention Bureau Italia si è detto soddisfatto per la riuscita del seminario e ha commentato «a conferma della sinergia che lega la mission del Cbi all’attività consolidata dell’ENIT all’estero, con l’obiettivo di garantire un presidio fisso sui mercati internazionali grazie al personale qualificato e pronto a promuovere il brand dell’Italia congressuale nel mondo e portarlo a concorrere più aggressivamente di fronte agli altri competitor». L’obiettivo del seminario, come ha sottolineato Paolo Rubini, consigliere delegato del Cbi è stato quello di «formare e informare i referenti sul turismo congressuale, sull’operatività del Convention Bureau e in che modo vogliamo che all’estero, in tutti i mercati di presenza Enit, essi assumano con il Cbi il ruolo di punto di riferimento unico per il turismo congressuale. Un ruolo auspicato da tutti: soprattutto gli operatori e il mercato che sono molto interessati e desiderosi di essere effettivamente messi in grado di conoscere la destinazione Italia congressuale, senza le limitazioni e le difficoltà finora incontrate a causa della frammentazione degli interlocutori”. Il gap del nostro posizionamento nel settore non è, quindi, dovuto a mancanza di strutture congressuali idonee ma soprattutto alla possibilità di una facile conoscenza delle stesse e dei nostri operatori. Sviluppare il congressuale in Italia va, quindi, solo reso possibile presentandolo in modo semplice: divenendo presenti, visibili, trasparenti e facilmente intellegibili non come siamo abituati a presentarci commercialmente in Italia ma come i buyer esteri sono abituati a vedere il mercato ed i competitor a livello internazionale”.