14930352. Il re è nudo
La conoscete tutti, vero, la storiella del Re nudo? Un sovrano molto vanitoso e sciocco ambiva sempre a essere vestito all’ultima moda. Un giorno chiese al suo sarto di fargli un abito eccezionale e unico, pena la vita. Il poveretto non riusciva a trovare una soluzione. Allora, approfittando della dabbenaggine del re e della connivenza dei suoi cortigiani, finse di aver realizzato un abito di una stoffa particolare che solo il re non vedeva (gli disse) mentre tutti gli altri sì. Lo fece spogliare e gli disse di “indossare” l’abito. Il re era perplesso, ma quando tutti i cortigiani gli espressero complimenti e lodi, si convinse della magia. E allora decise di far ammirare a tutto il popolo tale così decantata bellezza. Fece organizzare una sfilata. Naturalmente i cortigiani si premurarono di minacciare pene e castighi a chi del popolo non fosse stato al gioco. Il re, tra due ali di folla, completamente nudo, si pavoneggiava nel suo “vestito” davanti a un popolo plaudente. Solo a un certo punto, un bambino, sorpreso e meravigliato si rivolse al papà: «Papà, ma il re è nudo!».
Qual è la morale? Beh, lo sapete tutti. A volte basta molto poco per ribaltare una situazione. Basta un’osservazione ingenua e semplice, ma vera, per far sì che quanto appariva intoccabile e immutabile, cambi all’improvviso e tutto si ribalti. E allora, traiamone un auspicio positivo: anche il congressuale può trovare il “bambino” che sostiene «ma è una comunicazione che serve al business…».