17711. Viva le elezioni
Se fosse in mio potere io proporrei che le elezioni, soprattutto quelle amministrative, si facessero almeno un anno sì e uno no. No, non per un mio spasmodico desiderio di democrazia, ma più banalmente e più concretamente, perché prima delle elezioni c’è un fervore del “fare” che porta a risolvere cose che magari sono rimaste ferme per anni. Si asfaltano strade, si inaugurano strutture, si concede attenzione. E poi si “fanno” anche tante parole. Beh, pazienza. Tanto ci siamo abituati.
Tutto questo fervore perché la “vecchia” amministrazione deve comunicare quanto è brava ed efficiente. Invece di comizi, manifesti, “santini” (ma ahimé ci sono anche quelli) si “parla” attraverso le opere. Ma questa modalità comunicativa prende sostanza solo prima delle elezioni. Chissà perché. E allora, viva le elezioni.
E credo che il discorso possa estendersi anche fuori della politica, in cose che ci riguardano da vicino anche nel nostro lavoro.