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Obt: i viaggi d’affari verso il sereno

Obt: i viaggi d’affari verso il sereno

La spesa è in crescita soprattutto grazie trasferte internazionali. I viaggiatori continuano a scegliere il treno. Previsioni ottimistiche per il 2011

La rivista Turismo d’Affari ha presentato in Bit (Borsa Internazionale del Turismo) i dati della decima edizione del suo Osservatorio sul Business Travel (OBT), ricerca realizzata con il patrocinio del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna, e condotta dal professor Andrea Guizzardi con il supporto scientifico e tecnico della Scuola Superiore di Scienze Turistiche. Sponsor ufficiali sono Amadeus Italia e HRG Italia, con il supporto di AirPlus International. L’indagine, che ha analizzato il mercato del turismo d’affari in Italia nel 2010, ha evidenziato una diminuzione del 2,2% dei viaggi d’affari delle imprese italiane, con 30,4 milioni di trasferte. Il dato, considerando il ben più significativo calo del 2009, può essere interpretato come una sorta di assestamento del mercato in un quadro economico ancora incerto. La contrazione più evidente si registra sul mercato nazionale (-2,4%), mentre le trasferte internazionali diminuiscono dell’1,4%. Queste ultime vedono confermarsi l’Asia il mercato più favorevole per numero di viaggi, mentre in Europa è il mercato tedesco a registrare la migliore performance, contro la sofferenza dei Paesi dell’est europeo. Coerentemente con consolidarsi delle relazioni industriali delle imprese italiane con i Paesi emergenti cresce progressivamente la durata media delle trasferte, soprattutto quelle con più di due pernottamenti che aumentano anche in termini assoluti dello 0,2%. Trend positivo per i dati relativi alla spesa, che cresce dell’1%, raggiungendo nel 2010 quota 17,3 miliardi, con un importante avanzamento, anche in questo caso, nelle trasferte internazionali (3,3%) a controbilanciare il calo del 2,5% di quelle nazionali. La migliore notizia arriva dai travel manager intervistati, che sembrano concordi nel valutare un 2011 con spesa in crescita, sinonimo di ripresa del segmento travel delle proprie aziende. Dando alle risposte un peso proporzionale alla spesa gestita risulta infatti che il 41% del mercato prevede per il 2011 una spesa in aumento, mentre solo l’1% prevede una diminuzione. «Il clima si è decisamente rasserenato – spiega Andrea Guizzardi – e l’unica incognita lasciata al 2011 è la forte concentrazione delle previsioni di spesa stazionaria, che raggiungono il 56%. Questo dato potrebbe condizionare l’entità della ripresa e quindi la rapidità con cui saranno recuperati i livelli di spesa pre-crisi. Il vero nodo è che l’industria deve ancora consolidare la ripresa di produzione per aumentare la domanda di servizi e quindi trascinare il mercato dei viaggi nel terziario. Stante quello che prevedono i travel manager questo processo non si compirà nel 2011. Infatti le previsioni più ottimistiche si hanno soprattutto nell’industria (saldo tra ottimisti e pessimisti +45%), mentre nel terziario il dato è ancora positivo ma più prudente (+29%)». Dopo il boom del 2009, anche nel 2010 aumentano i viaggiatori che per le loro trasferte di lavoro preferiscono il treno (+4,4%) superando i 4 milioni di viaggi. Il dato è eclatante se si considera che si riferisce al solo mercato nazionale e va ricondotto quasi esclusivamente all’alta velocità. Non bene l’aereo (-1,8%), che comunque arretra meno del dato generale guadagnando quote di mercato. A fare da traino le trasferte intercontinentali e in particolare verso i Paesi emergenti (Cina e Africa). Arretra soprattutto il trasporto su gomma, che si scende del 4%. L’osservatorio ha analizzato nella sua decima edizione la funzione travel nelle aziende. Dall’indagine è emerso che, rispetto a quanto misurato nell’edizione 2004, sono aumentati sia gli addetti coinvolti nella gestione del travel sia la spesa per addetto. In crescita al contempo anche i travel manager veri e propri, anche se in Italia sono presenti solo nell’8% delle imprese intervistate.