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2011: un anno senza ponti

2011: un anno senza ponti

E' la prima volta che accade in oltre quattro secoli di calendario gregoriano

Papa Gregorio XIII, che nel 1582 riformò il calendario dandogli il proprio nome, certamente non previde che, nei secoli a venire, una sorta di "baco ante-litteram" insito in quella sua invenzione avrebbe tolto un bel po' di vacanze a tutto il mondo cristiano (e non solo). Complice un concorso di cause al limite dell'incredibile, l'anno che è appena iniziato è infatti il primo nella storia a essere privo di ponti. Ecco l'antipatico filotto: 1) il ponte di Pasqua coincide con quello della Liberazione, perché il lunedì dell'Angelo (Pasquetta) è il 25 aprile; 2) il 1° maggio casca di domenica; 3) ferragosto è un lunedì; 4) i Santi cascano di martedì; 5) Natale è domenica; 6) Capodanno è caduto di sabato; 7) San Silvestro pure sarà un sabato. Per fortuna la nostra bistrattata repubblica sopperisce proponendoci la propria festa di giovedì (2 giugno), altrimenti ci troveremmo di fronte a un "grande slam" al contrario. Un calendario "cinico e baro", come lo definisce un articolo de "Il resto del Carlino", contro il quale, secondo l'opinione di Patrizia Rinaldis, presidente della sezione di Rimini dell'Aia (Associazione italiana albergatori), riportata dal medesimo quotidiano, «va rafforzata la politica degli eventi per attrarre anche turismo da week-end». Facciamo nostro questo appello ed esortiamo tutti i promotori, corporate e associativi, pubblici e privati, in Italia e all'estero, a dar fondo alla propria creatività dando vita, con manifestazioni ad hoc, alle tante occasioni di movimentazione turistica che l'atavica "imprecisione" di papa Gregorio XIII mette quest'anno a serio repentaglio.