Lo conferma l’Agenzia delle Entrate in risposta all’istanza di consulenza giuridica presentata da Federcongressi
Il direttore centrale dell’Agenzia delle Entrate Arturo Betunio, in risposta all’istanza di consulenza giuridica presentata da Federcongressi, ha esplicitamente chiarito che gli operatori del settore congressuale, la cui
attività è caratterizzata dalla fornitura ai propri clienti di servizi comprensivi di
prestazioni alberghiere e di ristorazione, non subiscono il limite alla deducibilità dei costi relativi a dette prestazioni in quanto le stesse, rappresentando lo strumento necessario per il compimento del fine economico dell'impresa, possono considerarsi oggetto dell'attività congressuale. Ha commentato Mauro Zaniboni (nella foto), responsabile Federcongressi per la fiscalità: «La risposta dell’Agenzia delle Entrate è in sintonia con le nostre aspettative, confortate, in questi mesi, dalle interpretazioni di vari esperti. Si tratta di un esito felice non solo per le evidenti conseguenze fiscali, ma anche per un’altra ragione: vediamo infatti riconosciuta alla nostra professione l’inerenza dell’attività alberghiera e di ristorazione – inerenza sino a oggi ritenuta proprietà esclusiva delle agenzie di viaggi. A ben pensarci, è un bel passo avanti anche questo».