Un nuovo studio dell’Incentive Research Foundation analizza i programmi di incentivazione rivolti a distributori, rivenditori e altri partner commerciali indipendenti, evidenziando come questi strumenti stiano evolvendo da semplici sistemi di reward a leve strutturali di sviluppo del business.
Nel report i programmi incentive vengono descritti come combinazioni di reward finanziari e non finanziari, con una crescente attenzione alle componenti esperienziali utilizzate per rafforzare il coinvolgimento e la relazione con i partner di canale.
Il contesto descritto è altamente competitivo: i partner di canale partecipano in media a 10–50 programmi incentive contemporaneamente, ma ne attivano concretamente circa la metà, rendendo fondamentali chiarezza e semplicità nella progettazione.
Lo studio evidenzia inoltre che nei programmi più efficaci una quota significativa del budget — fino al 40–50% — viene destinata a comportamenti pre-vendita, come formazione, utilizzo di strumenti di supporto alle vendite e attività di sviluppo delle opportunità commerciali.
Sul piano delle performance, i programmi più strutturati possono generare incrementi incrementali delle vendite compresi tra l’8 e il 30%, a seconda del livello di maturità del modello e del coinvolgimento dei partner.
Un altro elemento centrale riguarda la segmentazione dei partner, con dinamiche di crescita differenziate tra i vari livelli: dal 8–15% di progressione dal livello base al medio, fino al 3–7% dal medio al top, con una retention dei partner di fascia alta tra l’80 e l’85%.
Infine, il report introduce il concetto di ROII (Return on Incentive Investment), che misura il ritorno incrementale rispetto al costo del programma, spostando il focus degli incentive da costo operativo a investimento misurabile.
Redazione