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L’intelligenza artificiale cambia il volto degli enti turistici in Europa

L’intelligenza artificiale cambia il volto degli enti turistici in Europa

L’intelligenza artificiale non è più un tema futuristico: sta già entrando nelle attività quotidiane degli enti nazionali del turismo in Europa. A guidare la sperimentazione sono soprattutto i reparti marketing, mentre i team di ricerca chiedono maggiore chiarezza e supporto per sfruttarne appieno le potenzialità.

Lo rivela una nuova indagine della European Travel Commission (ETC), che ha analizzato come gli enti turistici stiano adottando l’IA, quali benefici abbiano già registrato e quali ostacoli restino da superare. Lo studio, realizzato dalla società di consulenza Kairos Future, evidenzia luci e ombre: entusiasmo diffuso tra il personale, ma anche carenze di competenze e strategie ancora poco strutturate.

Marketing più avanti della ricerca

Dalla ricerca emerge che i dipendenti guardano con curiosità all’IA e mostrano scarsa resistenza al cambiamento. Alcune destinazioni europee si sono mosse per prime e riferiscono miglioramenti concreti in termini di produttività e qualità.

I team marketing sono quelli più avanti: il 72% utilizza l’IA per la scrittura e per snellire processi interni come brainstorming e test di nuovi formati di contenuto. I ricercatori, invece, ne riconoscono l’utilità ma la considerano ancora uno strumento da esplorare. Molti la impiegano per attività come analisi desk, sentiment analysis, traduzioni, trascrizioni e codifica di dati.

Ostacoli, opportunità e cosa fare

I principali ostacoli restano la mancanza di competenze specialistiche, la scarsità di formazione e l’assenza di una roadmap chiara. A questo si aggiungono budget limitati, soprattutto per i team marketing. Eppure, sottolinea lo studio, investimenti mirati e percorsi di formazione su misura potrebbero fare la differenza e accelerare l’uso concreto dell’IA.

Il rapporto suggerisce alcune mosse pratiche per sostenere l’adozione dell’intelligenza artificiale:

  • dedicare tempo e spazi alla sperimentazione, con hackathon e workshop;

  • puntare su corsi di formazione legati ai ruoli, con i "pionieri" interni come formatori;

  • finanziare i progetti gradualmente, collegando i budget ai risultati dei progetti pilota.

Per il presidente dell’ETC, Miguel Sanz, il potenziale è enorme: “L’intelligenza artificiale offre nuove opportunità agli enti turistici europei, soprattutto nel marketing e nella ricerca. Assistiamo a un’ondata di sperimentazione guidata da entusiasmo reale, ma condizionata da capacità organizzative non uniformi. Per questo è fondamentale creare spazi di apprendimento condiviso, sviluppare competenze pratiche e sostenere l’innovazione strutturata".