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​​Payback dispositivi medici: preoccupazione di Federcongressi&eventi

​​Payback dispositivi medici: preoccupazione di Federcongressi&eventi

“Si apre una crisi che sino a oggi era stata solo rimandata e che preoccupa”. Sono le parole di Gabriella Gentile, presidente di Federcongressi&eventi, dopo che con due sentenze viene confermata da parte della Corte Costituzionale la legittimità del payback per le imprese produttrici di dispositivi medici, ossia del meccanismo che impone alle aziende che forniscono dispositivi medicali alle strutture sanitarie di concorrere allo sforamento dei tetti di spesa regionali.

Una conferma che rischia di impattare negativamente sulla realizzazione dei congressi medico-scientifici e degli eventi di formazione rivolti agli operatori della sanità. È questa la preoccupazione espressa dall’associazione nazionale della meeting industry, che sottolinea come le imprese coinvolte dovranno affrontare una situazione molto complessa e una condizione di difficoltà che inevitabilmente avrà un impatto anche sul comparto congressuale.

Spiega Gentile: “Le aziende produttrici di dispositivi medici saranno impegnate a contrastare le ripercussioni economiche del saldo richiesto e potrebbero diminuire o addirittura cancellare lo stanziamento di budget per la sponsorizzazione di congressi ed eventi medico-scientifici, con inevitabili ripercussioni non solo di carattere economico sulla filiera congressuale ma anche sulla formazione e l’aggiornamento del personale sanitario. Uno scenario che ci auguriamo possa essere evitato grazie all’istituzione di tavoli di confronto tra le parti per definire strategie di possibile soluzione”.

Cosa è il payback dei dispositivi medici 

Con le due sentenze 139 e la 140  la Corte Costituzionale ha respinto l'ipotesi di incostituzionalità del sistema che obbliga le aziende fornitrici di dispositivi medicali a contribuire al superamento dei tetti di spesa sanitaria. Questa decisione potrebbe comportare che i privati siano chiamati a pagare 1,1 miliardi di euro, relativi agli sforamenti di spesa del periodo 2015-2018.

Come è noto, le gare pubbliche sono il metodo tramite cui vengono forniti i dispositivi medici, permettendo la partecipazione delle diverse aziende specializzate. Il meccanismo di payback, introdotto dal legislatore, obbliga le imprese vincitrici delle gare a restituire il 50% delle spese eccedenti sostenute dalle Regioni, contribuendo così a coprire l'eventuale superamento del budget. Fino ad ora, il governo è riuscito a posticipare i pagamenti trovando di volta in volta le coperture finanziarie nei documenti di economia e finanza, ma senza implementare una soluzione permanente.