Nasce Assidema, l’associazione italiana dei Destination manager, costituita di recente da un gruppo di 10 professionisti del turismo con la missione, come si legge nella nota dell’associazione, “di definire, sviluppare e promuovere una figura professionale sempre più presente all’interno delle destinazioni che da alcuni mesi ha anche il sostegno ufficiale del Governo grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso 15 gennaio, della legge 206/2023 che recepisce il Decreto Made in Italy”. Questa legge istituisce il Comitato nazionale del turismo che ha tra i suoi compiti quello di incentivare la creazione di sistemi turistici di destinazione e di nuovi manager di destinazione.
In attesa che il Mitur pubblichi i decreti attuativi della legge che andranno a definire con precisione i contorni della professione, la nuova assocazione lancia la sua attività per contribuire a formare i futuri destination manager, innovando questo ruolo e contaminandolo con le buone pratiche che arrivano sia dal settore pubblico, sia da quello privato.
I 10 soci fondatori si sono riuniti a Roma e hanno nominato Claudio Dell’Accio come presidente, Flavia Maria Coccia come vicepresidente e Giuseppe Bonanni come segretario e tesoriere. Gli altri co-fondatori sono: Massimo Caravita, Andrea Cerrato, Giancarlo Dell’Orco, Daniele Donnici, Antonio Prota, Elena Sisti ed Emiliano Viola. A questi è affiancato un comitato scientifico, con il compito di promuovere la ricerca e la formazione sui temi oggetto dell’associazione e contribuire agli scopi statutari, composto da alte personalità del mondo turistico e presieduto, per il primo triennio, dalla Prof.ssa Luna Leoni, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
"Durante la mia carriera - spiega il presidente e co-fondatore Claudio Dell'Accio - ho collaborato con numerose DMO e DMC, contribuendo a creare una rete di professionisti del turismo in Italia e ho osservato differenze significative nell'approccio dei Destination Manager tra il settore pubblico e quello privato. Con Assidema vogliamo diffondere la cultura del destination management e contribuire a definire e formare ciò che questi manager hanno come obiettivo comune: la valorizzazione dei territori in cui operano, non a discapito di altre destinazioni, ma creando valore aggiunto al Sistema Italia”.
"Le esperienze passate con i DUC e i GAL hanno dimostrato che la promozione turistica non può limitarsi all'esclusiva iniezione di denaro pubblico - ha concluso Claudio Dell'Accio -, ma deve essere strategica e mirata a ca creare valore aggiunto e opportunità di sviluppo economico sostenibile nel lungo termine".
Redazione