Le imprese che partecipano alle fiere contribuiscono in modo significativo alla crescita economica del sistema Italia, come evidenziato dal rapporto Prometeia-Aefi presentato in occasione della IX Giornata mondiale delle fiere, il 5 giugno scorso durante un convegno organizzato dall’Associazione esposizioni e fiere italiane (Aefi) al ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’intervento del ministro Adolfo Urso.
Il rapporto, illustrato da Giuseppe Schirone di Prometeia, mostra che le aziende dei settori agroalimentare, tecnologia, edilizia e arredo che hanno partecipato a fiere internazionali hanno registrato una crescita quasi doppia rispetto alla media del settore. Queste imprese, che rappresentano il 25% del fatturato totale, hanno contribuito per il 62% all'aumento complessivo dei ricavi dei tre settori, con un impatto economico di 39 miliardi di euro su 62 miliardi totali.
Guardando al futuro, Aefi prevede una crescita importante del fatturato. Per Maurizio Danese, presidente dell’associazione: “Per i 3 macrosettori, cui corrisponde una parte significativa delle nostre manifestazioni internazionali, il rapporto stima un’evoluzione positiva del fatturato al 2026 di oltre 50 miliardi di euro (+5,7%) grazie soprattutto alle esportazioni che cresceranno in valore dell’11% a fronte di un mercato interno poco più che stabile. Per questo serve accelerare sul veicolo per l’internazionalizzazione delle nostre principali rassegne; la nostra call al settore e al governo riguarda possibili aggregazioni tra eventi leader del made in Italy per essere maggiormente presenti all’estero. Una piattaforma a regia unica per le fiere tricolori oltreconfine su cui è fondamentale - e si confida imminente - l’adesione del Governo dei dicasteri coinvolti, a partire dal Mimit, e di agenzie come Ice e Simest”.
L'effetto positivo delle fiere potrebbe aumentare ulteriormente con la partecipazione di nuove PMI. L'ingresso di 4.150 nuove PMI porterebbe a un incremento del fatturato di 56 miliardi di euro, con 5,7 miliardi attribuibili direttamente alla partecipazione fieristica. I settori tecnologici e agroalimentari trarrebbero i maggiori benefici.
Redazione