Il 2024 sarà un anno dedicato alla promozione della cultura in Solvenia, che proprio quest’anno festeggia il ventennale dall’ingresso nell’Unione Europea.
“L'ingresso della Slovenia nell'Unione Europea nel 2004 ha rappresentato una pietra miliare per il turismo e per la formazione dell'identità nazionale del Paese” spiega Aljoša Ota, direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia. ”I risultati ottenuti in questi 20 anni sono stati importanti e hanno influenzato ambiti simili legati al progresso sociale, economico e culturale della Slovenia. L’ingresso nell’area Schengen ha contribuito all’arricchimento dell’offerta turistica del Paese e allo scambio di esperienze e pratiche e, di conseguenza, alla crescita e all’innovazione del settore. Gli investimenti sono aumentati, creando nuove opportunità commerciali e incoraggiando lo sviluppo delle imprese legate al turismo. L'adesione all'Unione ha aperto, inoltre, la porta a fondi e a finanziamenti europei. Fondi che si sono rivelati cruciali per la realizzazione di nuove infrastrutture e per il miglioramento di aeroporti e attrazioni turistiche”.
Per i prossimi due anni il Paese darà molta attenzione all’impulso culturale, in previsione di Nova Gorica capitale europea della Cultura 2025, insieme a Gorizia. Tra gli eventi culturali in evidenza: la 28esima edizione della Biennale del design industriale, la 40esima edizione della Fiera del Libro slovena e la decima edizione di Ment di Lubiana, raduno internazionale di artisti musicali giovani ed emergenti.
“L’essere posti al centro dell’Europa, in uno spazio che nei millenni è stato crocevia per numerose popolazioni, ha fatto sì che il nostro Paese possa oggi vantare un patrimonio artistico e culturale ricchissimo ed eterogeneo – afferma Aljoša Ota – tanto è vero che alla BIT presenteremo una proposta turistica che andrà a declinarsi su un’offerta culturale che conta circa 100 festival, oltre 50 tra musei e gallerie e circa 30 istituzioni nel settore della musica e del teatro. E, ancora, castelli e palazzi preziosi e intatti: ne abbiamo a centinaia e ognuno di questi, scrigno di tesori di grande valore” conclude Aljoša Ota.
Redazione