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Bilancio positivo per il Mice del Principato di Monaco

Bilancio positivo per il Mice del Principato di Monaco

È un bilancio positivo quello stilato dal Convention Bureau della Direzione del Turismo e dei Congressi del Principato di Monaco per l'anno 2016.

Con i suoi congressi internazionali, i seminari, i saloni, le serate di gala e le manifestazioni private infatti il Principato di Monaco ha attirato soprattutto aziende delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, i laboratori farmaceutici e il settore medico, bancario, finanziario e assicurativo: settori che nel 2016  hanno rappresentato il 54% delle attività Mice con un aumento del 4% della quota di mercato e del 12,6% del numero di pernottamentirato.
 
In generale, il turismo congressuale nel 2016 ha registrato un aumento del 2,7% rispetto al 2015, con quasi 3.500 pernottamenti in più.
 
La quota di mercato, inoltre, è aumentata del 1,5%, passando dal 23,5% al 25%. In evidenza i buoni risultati ottenuti nella stagione invernale, in particolar modo in febbraio, con una quota di mercato record del 37,5%.
 
Nel 2016 sono state organizzate 27 manifestazioni ricorrenti e quasi la metà hanno visto un’affluenza di circa mille partecipanti. I clienti fidelizzati rappresentano oggi il 41% dei pernottamenti complessivi del turismo d’affari, percentuali queste destinate ad aumentare nel 2017.
 
Inoltre, il 2016 si è contraddistinto per l’organizzazione di nuovi congressi invernali in settori ben rappresentati nel Principato (ROOMn, riunione specializzata nella mobilità numerica/ World Chef Summit).
 
I principali mercati dipendono soprattutto dai mercati europei più limitrofi e da quello nordamericano. La Francia incide per un 34,5% sul settore del turismo d’affari nel Principato, mentre il mercato locale ha segnato un incremento del 6% nel 2016, attestandosi a quota 26%.
 
Gli Stati Uniti, con un aumento del 7,5%, ad oggi rappresentano l’11% del mercato, con il Canada che ha raddoppiato la sua quota di mercato in un anno. Nel 2016 il continente americano ha rappresentato una quota di mercato del 14%, un risultato che non si raggiungeva dal 2012.