Sul tema “Il Convention bureau a Roma: il perché di una scelta” si è svolto nella Capitale un incontro promosso da alcuni tra i principali player del turismo congressuale e dai soci di Unindustria, occasione per rilanciare la proposta di dotare Roma e il Lazio di una struttura dedicata alla promozione della città e della regione come meta congressuale e al supporto agli eventi.
Ad aprire i lavori Stefano Fiori, presidente della Sezione Turismo. Tra i relatori Christoph Tessmar (direttore Convention bureau di Barcellona), Nata Nambatingué (executive manager della Società europea di cardiologia), Giovanni Bastianelli (direttore esecutivo di Enit) e Massimiliano Smeriglio (vice presidente della Regione Lazio). A introdurre e coordinare il direttore del master in Tourism management della Luiss Matteo Caroli.
Tessmar ha portato l’esempio del Convention bureau di una metropoli come Barcellona, per certi versi simile a Roma, che posiziona la città catalana terza al mondo. Nambatingué ha posto l’accento, invece, sul congresso europeo di cardiologia, che si terrà a Roma ad agosto: l'appuntamento porterà nella Capitale 35mila delegati da 144 Paesi, per un totale di oltre 60mila unità di presenze e un indotto sulla città in cinque giorni di congresso pari ad almeno 160 milioni di euro.
Per Fiori «tutti insieme abbiamo l'obiettivo di dare alla città un Convention bureau che funzioni. Il turismo può far crescere i territori e la qualità della vita dei residenti: il turismo congressuale porta benessere e occupazione, ha capacità di spesa superiore alla media, porta cultura. Roma è soltanto al 17° posto al mondo, siamo superati da Copenaghen e Lisbona: la nostra città ora è anche più raggiungibile, penso per esempio ai collegamenti con la Cina, siamo lo scalo europeo che ne ha di più. Dobbiamo assolutamente risalire la vetta, tra l'altro il Convention bureau potrebbe essere autofinanziato dalla tassa di soggiorno».
Anche le istituzioni si sono mostrate attente. Massimiliano Smeriglio, vicepresidente della la Regione Lazio, ha posto l’accento sul fatto che l’ente, nella sua programmazione regionale dedicata al turismo, punti con uno dei suoi cluster al turismo congressuale e Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo Enit, ha ricordato che, dopo una pausa dovuta al processo di riorganizzazione interna, si è riaperto il Tavolo di coordinamento del turismo congressuale.