L’Italia è il quarto Paese europeo per superficie complessiva a meeting dopo Germania, Francia e Spagna.
È quanto emerge, tra i molti dati interessanti, dall’ebook di Paola Bensi, Alessandra Carminati e Roberto Nelli, Destinazione Europa. Strutture congressuali e fattori di attrattività delle principali città europee (Vita e Pensiero, 2016) realizzato dal Lamci-Laboratorio di Analisi del Mercato Congressuale Internazionale dell’Università Cattolica, che ha preso in esame 551 sedi per congressi ed eventi di grandi dimensioni di 302 città in 34 Paesi europei.
In particolare, l’Italia gode di un giudizio positivo con riguardo all’ampiezza del patrimonio artistico, alla rilevanza dell’industria creativa, all’elevato numero di fiere ed esposizioni ospitate e alla ricchezza delle infrastrutture turistiche.
Tuttavia è penalizzata dal giudizio sulle politiche pubbliche che non supportano lo sviluppo del settore e dalla mancanza di competitività nei prezzi.
In ambito europeo Parigi si colloca al primo posto, presentando il più alto potenziale strutturale congressuali; dobbiamo scendere fino al settimo posto per trovare Milano. Il capoluogo lombardo si classifica al terzo posto per superficie espositiva, mentre presenta un numero non particolarmente elevato di spazi a meeting. Inoltre, si distingue per le caratteristiche dei centri congressi, con riferimento ai quali rappresenta la prima città in Europa per superficie.