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Osservatorio Business Travel, un anno in crescita

Osservatorio Business Travel, un anno in crescita

Un’economia finalmente in crescita sia a livello internazionale sia in Italia segna un anno positivo anche in tutti i segmenti del business travel in Italia. Sono confortanti, a questo proposito, i dati della quindicesima edizione dell’Osservatorio Business Travel, che la rivista Turismo d’Affari ha presentato ieri in occasione della Bit (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano.

La ricerca, che analizza il mercato del turismo d’affari in Italia nel 2015, è condotta dal professor Andrea Guizzardi e realizzata con il supporto scientifico e tecnico della Scuola Superiore di Scienze Turistiche e il patrocinio del Dipartimento di Scienze Statistiche dell’Università di Bologna.

Sponsor ufficiali sono HRG Italia, HRS - Hotel Reservation Service e Vueling con il supporto di AirPlus International Italia.

In linea con i mercati europeo e nazionale, i viaggi d’affari delle imprese italiane sono cresciuti nel 2015 del 3,3% rispetto al 2014 raggiungendo quota 31,8 milioni. Confermato l’andamento positivo iniziato nel 2014, l’incremento riguarda tutti i segmenti, compreso quello intercontinentale che, pur registrando la performance peggiore (+1,7%) a causa dell’indebolimento della domanda dei Paesi emergenti e dell’aumentato livello di rischio in diverse aree, è sostenuto dalla crescita degli investimenti diretti esteri delle aziende italiane.

L’escursionismo d’affari in aumento del 4,5% influisce negativamente sulla durata media dei viaggi con l’aumento dei pernottamenti che si ferma al 2%.

Nel 2015 la spesa per i viaggi d’affari sale a 19,5 miliardi di euro (+2%). Molto differenti le dinamiche sui segmenti nazionale (+ 3,3%) e internazionale (+1,2%) soprattutto a causa dei prezzi dei servizi travel, in diminuzione sul mercato internazionale, mentre in Italia il crollo del costo dei carburanti è stato in parte bilanciato da importanti aumenti nel costo dei passaggi aerei e degli hotel.

Anche il 2016 sarà un anno a segno più secondo i travel manager, con una previsione positiva per il terzo anno consecutivo.
«Gli ottimisti prevalgono soprattutto nel terziario a causa della maggiore esposizione delle nostre imprese industriali al rallentamento delle economie emergenti – spiega Andrea Guizzardi –, a crescere saranno soprattutto spesa e trasferte sui mercati core per il terziario ovvero i segmenti nazionale ed europeo. Nel complesso le valutazioni dei travel manager intervistati sono compatibili con un aumento della spesa, in termini nominali, tra 2,5 e 4,5%. La proiezione sconta le positive prospettive di crescita per l’economia nazionale, la rivalutazione del dollaro ma prezzi del petrolio stabili. Rimane comunque una grande incertezza legata alle prospettive di crescita economica nei Paesi emergenti, in primis la Cina».