L’idea è di Pietro Greppi, consulente per la comunicazione, da sempre impegnato nel promuovere l’etica e la qualità delle relazioni fra le persone come elemento imprescindibile per poter parlare di crescita. Anni fa ha fondato, e poi ceduto a Caritas, il giornale di strada Scarp de tenis. Quest’anno ha da poco fondato lo studio per l’elaborazione del linguaggio universale dei segni, mosso dal fatto che le persone sordomute – che pure sono ospiti o promotori di numerosi e interessanti convegni – non hanno nel mondo una lingua che li unisca. E questa stranezza Greppi l’ha colta e l’ha inserita fra gli obiettivi del progetto battezzato, appunto, “Gesto”.
Ma c’è di più. Il linguaggio – che verrà studiato da un gruppo di studiosi e creativi di varia estrazione – e per cui è nata questa ambiziosa e affascinante iniziativa, ha come ulteriore e lodevole obiettivo quello di mettere a disposizione di tutti, in tutto il mondo, e gratuitamente il Gesto come lingua universale non parlata (fatta di gesti appunto) e non solo quindi per le persone afflitte da un handicap sensoriale, ma anche per chiunque si trovi nella condizione di non conoscere la lingua parlata da un suo interlocutore.
Ecco perché ne parliamo qui, fra i primi a sostenere l’originalità e la potenziale utilità di questo progetto anche per il nostro comparto. E certamente ne seguiremo lo sviluppo, che si prefigura interessante.
Per approfondire e seguire il progetto info@ad-just.it