Quando un rituale diventa momento di incontro e di relax sia durante una sessione di lavoro sia nella vita privata. È quanto accaduto al tè, che da tradizionale intima cerimonia in Giappone si è dapprima trasformato in Inghilterra in raffinato salotto e poi è divenuto una vera e propria merenda rinforzata. Mai come oggi, però, l’ “afternoon tea”, il tè del pomeriggio, spopola anche in Italia.
In particolar modo nei sofisticati alberghi dal mood cosmopolita, l’occasione rappresenta un momento di relax pomeridiano per ritemprarsi dopo una giornata di lavoro o come pausa di relax conviviale durante un incontro, una ricarica fatta di gesti attenti, prelibatezze e eleganti mise en place.
Si racconta che il rito dell’afternoon tea, l’appuntamento delle cinque del pomeriggio, sia nato nel 1840 per iniziativa della settima duchessa di Bedford, Anna, che in attesa della cena chiese di poter fare ogni giorno merenda con tè, pane e burro e biscotti. A poco a poco questa divenne un’abitudine da estendere agli ospiti in salotto, un invito a casa durante il quale servire tè pregiati serviti in eleganti servizi di porcellana o d’argento. Nel tempo al pane imburrato e ai biscotti si aggiunsero gli scones, focaccine servite con panna e marmellata di fragole, pasticcini di ogni tipo, ma anche proposte salate, come i cucumber sandwiches (tramezzini con cetrioli) o piccoli tramezzini al salmone.
Oggi i migliori afternoon tea si gustano nelle sale da tè di pasticcerie e di alberghi tanto in Inghilterra quanto nel resto del mondo e certo in Italia, dove le proposte seguono non solo la tradizione ma anche l’estro e le abitudini del luogo. Esempio ne sono alcuni degli alberghi affiliati alla guida Condé Nast Johansens con le loro centralissime location, il lusso raffinato degli ambienti e gli alti standard di servizio.