I PARCHI DI DIVERTIMENTO RESISTONO ALLE CRISI, RICEVONO MILIONI DI VISITATORI E TRASFORMANO I MEETING IN UN’ESPERIENZA EMOZIONANTE. NEGLI USA È UNA VERA E PROPRIA MANIA E IN ITALIA NE APRIRANNO DI NUOVI. QUAL È IL SEGRETO DEL LORO SUCCESSO?
Wisconsin Dells nell’Ohio è la capitale mondiale degli acquapark grazie soprattutto alla vicinanza con i grandi laghi americani, quasi al confine con il Canada.Il Kalahari Resort Sandusky è la struttura più importante della regione e di recente ha aggiunto un centro congressi ispirato alla cultura africana, con capanne tradizionali. Queste ultime sono studiate per le aziende che vogliono stimolare il team building e la creatività degli individui, due caratteristiche oggi ritenute essenziali per mantenere la competitività di un’azienda. Le capanne facilitano la creatività rendendo i meeting più informali e dando un senso di avventura. Per gli stessi motivi i meeting in capanne sono alternati con giochi nell’acquapark, lezioni di surf e mini-tornei sportivi. La regola più importante da seguire a detta dei responsabili è di mantenere nettamente separata l’area congressi dall’acquapark. Al Kalahari in particolare una segnaletica piuttosto rigorosa avverte che è vietato entrare nell’area congressi... indossando soltanto il costume.
In Italia – I parchi di divertimento sono sempre più scelti anche dai planner, che possono contare su un’offerta sempre più articolata. Lo scorso anno ha aperto in Valmontone, nelle vicinanze di Roma, Rainbow Magicland, un nuovo parco a tema il cui obiettivo è di raggiungere dieci milioni di visitatori l’anno, in concorrenza quindi con i più grandi parchi a tema in Europa.
Sempre vicino a Roma nel 2011 sono iniziati i lavori per Cinecittà World, un parco a tema cinematografico sullo stile di Universal in Florida e basato sulle scenografie di film come “Ben Hur” e i film di Fellini. I lavori saranno completati entro il 2014 con l’obiettivo di attirare quattro milioni di turisti l’anno. A fare da corollario vi saranno altri due parchi con scopo internazionale: Cinecittà World2 e Cinecittà Nature, con tema ecologico. Chi si trova nella capitale già ora può visitare invece il nuovo parco marino di Zoomarine a Torvaianica, con acquari, scivoli ad acqua e montagne russe.
Non si tratta di un’overdose di parchi ma di un gap che l’Italia sta lentamente colmando rispetto ad altri Paesi. Non si tratta neanche di una moda.
Trend o evergreen? I parchi di divertimento sono caratterizzati da una continua evoluzione che li rende sempre al passo con i tempi. L’attualità è data da fattori come le tecnologie che nei parchi arrivano con anni di anticipo rispetto all’introduzione nelle case (3D e robot ad esempio). Anche i successi cinematografici contribuiscono a mantenere vivo l’interesse dato che le avventure sul grande schermo vengono spesso riposizionate in montagne russe o strutture tematiche (come i classici Back to The Future, Finding Nemo o il più recente Harry Potter Park in Orlando, Florida).
Anche economicamente gli investimenti in parchi sembrano giustificati dato che il settore sembra meno sensibile alle crisi. Secondo i dati Siae in Italia nel 2009, in piena crisi economica, si erano venduti 500 mila biglietti d’ingresso in più nei parchi rispetto all’anno precedente. Nello stesso periodo, che negli Usa ha coinciso con un periodo di recessione, nei grandi parchi a tema di Orlando o della California, si sono avuti meno ingressi, ma ciò è dovuto al fatto che queste destinazioni sono mete di turisti che vengono da ogni parte del mondo e il loro afflusso è più soggetto ai periodi di crisi.
Apripista a stelle e strisce – Nel settore dell’amusement il punto di riferimento sono i parchi della Disney. Il Disneyland Resort in California ad esempio ha un’offerta chiamata Disney Advantage che offre pacchetti per meeting pianificati nell’ambito del parco a tema. I planner possono personalizzare l’esperienza combinando le strutture a disposizione e utilizzando la creatività che caratterizza il gruppo Disney.
Il più atteso e controverso è Gran Scala, un mega progetto che è già stato battezzato come “la Las Vegas Europea”. Nell’idea originale il complesso comprendeva 32 casino, cinque parchi a tema, 70 alberghi con annesse strutture congressuali. Nonostante le opportunità economiche e d’impiego, non mancano le critiche che riguardano soprattutto l’impatto ambientale è la fattibilità di strutture a tema come acquapark in zone caratterizzate da siccità e zone desertiche. Le critiche dovrebbero essere di buon auspicio: Las Vegas rappresenta un miracolo urbanistico proprio perché è stata creata nel deserto.
Redazione