SEGNALI POSITIVI VENGONO DA OLTREOCEANO PER L'INCENTIVE TRAVEL INDUSTRY. SECONDO UNA RICERCA CRESCONO I BUDGET A DISPOSIZIONE PER I VIAGGI AZIENDALI. E SI RICOMINCIA A GUARDARE ANCHE AL LUNGO RAGGIO
Buone notizie arrivano suL fronte dell’incentivazione: l’incentive travel industry sarebbe infatti a una svolta positiva. L’ottimismo viene dalla Incentive Research Foundation (Irf) che ha rilevato un certo ottimismo negli operatori di settore a livello internazionale. Più precisamente, l’edizione 2013 della Pulse Survey ha dimostrato come solo un terzo dei planner abbia dichiarato di essere “in qualche modo” pessimista (28%), mentre ancor meno si è detto molto pessimista (3%) rispetto ai budget che potrebbero essere impiegati per i viaggi d’incentivazione.Come nota Leo Jackobson nel suo intervento sul sito successfulmeetings.com, nel marzo 2009 le percentuali dei pessimisti erano ben al di sopra di quelle segnalato nell'edizione di quest'anno della ricerca, e si aggiravano addirittura intorno all’89%. Roger Stotz di Irf ha così commentato i nuovi risultati: «Esistono delle dinamiche precise che muovo la “sensazione” che si stia andando nella giusta direzione. I budget destinati ai viaggi incentive iniziano a essere più stabili e il numero di planner che dichiara di avere budget più alti a loro disposizione è maggiore di quello di chi afferma in contrario».
Per quanto riguarda le destinazioni, ci si concentra maggiormente ancora su quelle a breve raggio, ma anche da questo punto di vista qualcosa parrebbe cambiare. Per quanto riguarda il mercato statunitense infatti è vero che si guarda alle mete cosiddette domestiche, come Nord America, Hawai e Caraibi, anche se il 13,3 per cento dichiara di considerare di nuovo viaggi internazionali.
Da quanto è emerso dalla Pulse Survey, le mete preferite dalla incentive travel industry sono il Nord America (42%), Caraibi (32%), Europa (31%), America Centrale (18%), Sud America (16%), Asia (13%). Fanalini di coda sono l’Africa, con il 9%, e il Medioriente, con il 3%. >
Redazione