QUANDO L'EVENTO PUNTA TUTTO SUL FATTORE ESTETICO, LA FIRMA DI UNO STILISTA DIVENTA UNA GARANZIA. SCOPRI LA NOSTRA PANORAMICA
Per le loro caratteristiche motivazionali, i viaggi aziendali e gli eventi di “alta gamma” hanno un appeal che non conosce crisi. Così come l’offerta alberghiera, che si fa sempre più sedurre dalla moda. Ecco allora che gi stilisti firmano alberghi in tutto il mondo, spingendo al massimo sull’acceleratore estetico per un’accoglienza che prima di tutto deve essere in grande stile.Le principali stelle del fashion system non hanno saputo
resistere e ci hanno regalato alberghi sontuosi, minimal, estremi, eccentrici e
raffinati. Incontri di lavoro al top, eventi esclusivi, soggiorni corporate che
non si accontentano di location qualsiasi trovano massima soddisfazione nell’hotel griffato e le aziende che ancora riescono a
considerarlo “politically correct” anche in tempo di crisi non hanno che da sbizzarrirsi. Tante le declinazioni dell’estro degli stilisti (ognuno ci
mette naturalmente la propria impronta), ma tutte vanno in un’unica direzione:
quella del lusso, dello sfarzo, dell’esagerazione che non per forza è sinonimo
di opulenza.
Si distinguono per il lusso, ma non solo. Propongono plus che sono essenzialmente client-oriented, ecco perché - in generale – non mancano:
1- attenzione alla gastronomia (meglio se con uno chef stellato)
2- offerta benessere esclusiva
3- staff iper-specializzato (magari con figure dedicate, come il butler personale)
Città della moda per eccellenza, è Milano a detenere il
record italiano degli alberghi firmati. Tra i più conosciuti, la Maison
Moschino, ospitata nell’antica stazione neoclassica di Viale Monte Grappa 12,
che fu aperta nel 1840 per la tratta ferroviaria Milano-Monza: sessantacinque
camere tutte diverse tra loro su quattro piani, ispirate al tema surreale delle
favole. In una strada privata del quadrilatero della moda, in un palazzo
settecentesco si trova l'Hotel Bulgari, prima griffe approdata nel capoluogo lombardo (ce n'è uno anche a Bali, uno a Londra e un altro verrà aperto nel 2015 a Shanghai), con un giardino di 4mila metri quadrati
e due esclusivissime sale congressi. Celebrity da tutto il mondo non hanno
voluto mancare il party d’inaugurazione, l’anno scorso, dell’Armani Hotel
Milano, che per i clienti propone la figura del lifestyle manager. Tutti gli
spazi comuni sono al settimo e all’ottavo piano, con vista spettacolare su
Milano. A Roma l’inconfondibile stile Ferragamo si traduce nel
Portrait Suites, un piccolo hotel che appartiene alla catena Lungarno Hotel del
gruppo Ferragamo; si trova in via Condotti, un angolo di relax per eventi super esclusivi
tra pellami, tessuti pregiati e legno. Anna Fendi Venturini è la padrona di
casa di Villa Laetitia, ancora nella capitale, dove trovano rifugio artisti
internazionali e cimeli preziosi come il foulard di Picasso e gli schizzi di Dior e
Chanel.
E poi c’è naturalmente il wordwide, tra
l’Armani di Dubai nel grattacielo più alto del mondo e l’Hotel Missoni, sulla
penisola di Salmiya nel Golfo Persico. C’è poi il Palazzo Versace, nel
Queensland, sulla costa orientale australiana, a firma Donatella Versace: stile
inconfondibile e appartamenti sul mare. Non può mancare nella panoramica Parigi, dove
Chistian Lacroix ha disegnato le stanze dell’Hotel du Petit Moulin, Philip
Treacy invece quelle del G Hotel di Galway, in Irlanda, mentre Rosita Missoni
in persona ha seguito lo styling della griffe a Los Angeles, in Kuwait e a
Edimburgo.
A scatenare la griffe-mania, nel lontano 1988, fu l’intuito
di Krizia con il K Club di Barbuda, progettato dall’architetto Gianni Giamondi
ma curato dalla stilista milanese per l’interior design, con stoffe e
colorazioni dalle sfumature tenui, di gran classe. Tra gli ospiti abituali,
c’era anche Lady Diana. Qualche
anno dopo, nel 1994, l’imprenditore padovano Renzo Rosso ha aperto con il
marchio Diesel il suo Pelican Hotel, nel Deco district di Miami. Da lì in poi,
i griffe hotel non sono più mancati.
Redazione