Il networking assume un ruolo sempre più centrale negli eventi, anche perché sono gli stessi partecipanti a riconoscere il valore delle relazioni che possono nascere da un incontro dal vivo, come creare nuovi contatti, avviare collaborazioni professionali e confrontarsi con altri operatori. L'evento diventa così, oltre che un momento di aggiornamento o di approfondimento, uno spazio in cui incontrare la propria community, consolidare relazioni esistenti e svilupparne di nuove.
Secondo il Freeman Networking Trends Report 2025, il 38% dei partecipanti vorrebbe poter entrare in contatto in anticipo con persone o espositori selezionati, mentre il 40% apprezzerebbe suggerimenti su incontri potenzialmente interessanti. La ricerca, basata su 4.114 rispondenti tra partecipanti, espositori e organizzatori, richiama dunque l'attenzione su un aspetto in particolare: preparare gli incontri e sfruttare al meglio il tempo a disposizione diventa una parte sempre più importante dell'esperienza. Dunque, il networking può (o deve) cominciare prima dell’evento.
L'elenco degli iscritti non basta (più)
Pubblicare sul sito o nella newsletter di un convegno i profili dei partecipanti permette di conoscere in anticipo chi prenderà parte all'evento e di individuare possibili interlocutori. Ma la disponibilità di queste informazioni, da sola, non garantisce che nascano occasioni di incontro. Un po' come accade nella vita di tutti i giorni: è più facile avvicinarsi a qualcuno se c'è un motivo per farlo e un modo semplice per entrare in relazione.
Strumenti come le piattaforme digitali dedicate agli eventi consentono certamente di fare un passo in più: i partecipanti possono accedere ai profili degli altri iscritti, cercare persone in base al ruolo o agli interessi professionali e, quando le funzionalità lo consentono, inviare richieste di contatto e messaggi privati.
Alcuni strumenti permettono anche di fissare appuntamenti prima dell'inizio della manifestazione, verificando le disponibilità e inserendo gli incontri in agenda. Le funzionalità sono insomma molteplici e cambiano da una piattaforma all'altra. Ecco allora che la scelta della piattaforma o comunque delle funzionalità da attivare diventa strategica e si inserisce nelle decisioni che un meeting planner deve prendere per disegnare l’esperienza dei partecipanti, anche prima che si aprano le porte.
Dati, profilazioni, e poi?
Oggi le app possono anche integrare sistemi di intelligenza artificiale che analizzano le informazioni professionali dei partecipanti e le loro attività sulla piattaforma per suggerire persone, sessioni ed espositori potenzialmente interessanti.
Nel maggio 2026 Cvent ha per esempio annunciato Network Builder, una funzione che propone ai partecipanti fino a 20 contatti sulla base degli interessi, delle informazioni del profilo e delle attività svolte durante l'evento. Le raccomandazioni possono essere accompagnate da una spiegazione della corrispondenza e, in base agli strumenti attivati dall'organizzatore, dalla possibilità di contattare la persona suggerita o fissare un appuntamento.
Grip, piattaforma specializzata nel matchmaking per eventi, dichiara invece di utilizzare diversi algoritmi di machine learning per elaborare profili, preferenze e comportamenti e suggerire incontri tra partecipanti, espositori e buyer. Sono solo due esempi di come le tecnologie di raccomandazione possano essere integrate nell'esperienza di un evento, con modalità e funzioni che dipendono dalla soluzione adottata.
L'intelligenza artificiale generativa apre un'altra possibilità: interagire con un assistente virtuale per orientarsi tra i partecipanti e i contenuti della manifestazione. Sherlock, l'assistente di Swapcard, sempre per fare un esempio, può rispondere a domande sull'evento, suggerire contatti e sessioni e aiutare a organizzare appuntamenti. In questo caso, non è soltanto il sistema a proporre corrispondenze sulla base dei dati: il partecipante può formulare una richiesta in linguaggio naturale e ricevere indicazioni contestualizzate. dall'organizzatore.
Ma tutta questa tecnologia non sortirebbe un risultato sufficiente, se si dimenticasse che l’obiettivo vero è trasformare un contatto in un incontro reale e possibilmente proficuo.
Dalla lista di contatti alla conversazione
Bisogna considerare che la qualità dei suggerimenti dipende anche dalle informazioni disponibili, da quanto sono aggiornati i profili e dalla partecipazione effettiva degli iscritti. Un sistema può individuare affinità professionali, ma non sapere con certezza se due persone abbiano davvero interesse a incontrarsi. Per questo le app offrono la possibilità di accettare o rifiutare una proposta, scegliere autonomamente i propri interlocutori e controllare quali informazioni condividere resta parte integrante dell'esperienza.
Per gli organizzatori, la scelta riguarda quindi anche quali dati chiedere in fase di registrazione, quando attivare le funzioni di networking, quanto lasciare ai partecipanti la libertà di scegliere e come integrare gli appuntamenti nel programma.
Ma oltre agli strumenti tecnologici, a fare la differenza sono ancora le occasioni di confronto che l'evento mette a disposizione, i momenti di networking che oggi sono sempre meno lasciati al caso e sempre più programmati.
Prima della manifestazione, per esempio, si possono raccogliere le domande dei partecipanti, chiedere quali temi vorrebbero approfondire o invitare a segnalare problemi professionali sui quali confrontarsi. Le risposte possono servire a organizzare tavoli tematici, piccoli gruppi di discussione o momenti dedicati a interessi specifici. Non è necessario, inoltre, che ogni contatto si trasformi in un appuntamento formale. Per alcuni partecipanti sarà importante fissare incontri individuali; altri preferiranno conoscere persone durante una sessione o un'attività condivisa. Lasciare entrambe le possibilità permette di rispondere a esigenze diverse senza rendere il programma troppo rigido.
Avere un'app a disposizione non è comunque una garanzia rispetto al fatto che i partecipanti la utilizzino, né che i contatti suggeriti si trasformino in incontri. Se i profili sono incompleti o pochi iscritti si attivano prima della manifestazione, anche le possibilità di individuare interlocutori interessanti si riducono.
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di Alessandra Boiardi