Negli ultimi anni la meeting industry italiana è cambiata profondamente. Le agenzie hanno ampliato i servizi, investito nella trasformazione digitale, superato la pandemia e imparato a muoversi in un mercato sempre più competitivo, evolvendo enormemente insieme a un settore che è nato, cresciuto e si è sviluppato nell’arco di diversi decenni. Per molte di queste realtà, che hanno visto la luce tra gli anni Ottanta e Novanta, sembra essere giunto il tempo di una nuova sfida: come assicurare continuità a organizzazioni che si sono identificate per tanto tempo con la visione e le relazioni del fondatore?
Il valore di un'agenzia
Secondo una ricerca di AIPB e Banca Sella, entro il 2033 oltre 300 miliardi di euro passeranno di mano tra generazioni imprenditoriali, mentre il Censis individua il passaggio generazionale come uno dei principali snodi dell'economia italiana nei prossimi anni.
Nella meeting industry, tuttavia, il tema assume caratteristiche particolari. Quando un fondatore decide di fare un passo indietro, cosa passa davvero di mano? Le quote societarie sono solo una parte della risposta, perché ancora più difficile è trasferire quel capitale fatto di relazioni, fiducia, conoscenza del mercato, metodo di lavoro e capacità di interpretare le esigenze dei clienti.
Come ricorda AIDAF, l'Associazione italiana delle aziende familiari, parlare semplicemente di "passaggio" rischia di essere riduttivo. Più che un momento preciso, si tratta infatti di un percorso che richiede tempo, pianificazione e la capacità di preparare l'impresa al futuro.
Le strade della continuità
Anche nella meeting industry il modello non è valido per tutti e le esperienze presenti nel mercato mostrano percorsi differenti: c'è chi prepara il ricambio valorizzando il management interno, chi coinvolge la famiglia e chi sceglie di entrare a far parte di un gruppo più strutturato. E anche l'aggregazione tra imprese può rappresentare una leva di sviluppo per condividere competenze, investimenti e capacità organizzative, per rafforzare la competitività senza rinunciare all'identità costruita negli anni.
La continuità passa anche dall'organizzazione del lavoro: processi condivisi, responsabilità distribuite, crescita professionale dei collaboratori e trasferimento delle competenze diventano elementi decisivi per ridurre la dipendenza da una singola figura.
Senza dimenticare che, nel frattempo, l'intelligenza artificiale, la digitalizzazione dei processi, la sostenibilità e l'evoluzione delle competenze richieste stanno ridefinendo il modo di progettare e gestire gli eventi. Preparare il futuro significa quindi affrontare due sfide contemporaneamente: accompagnare il ricambio generazionale e costruire organizzazioni capaci di evolvere mantenendo la propria identità.
Oltre il fondatore
Forse è proprio questa la domanda che le imprese dovrebbero prima o poi porsi: quanto del patrimonio costruito negli anni appartiene oggi all'azienda e quanto, invece, continua a risiedere nelle persone che l'hanno fondata?
Si tratta, probabilmente, di una riflessione che va oltre il futuro di una singola impresa e riguarda l'intera meeting industry: la capacità di accompagnare il ricambio senza disperdere competenze, relazioni e cultura professionale sarà infatti uno degli elementi che contribuiranno a definire l'evoluzione del settore nei prossimi anni.
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di Alessandra Boiardi