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Meeting, congressi ed eventi: il rush finale del 2025

Meeting, congressi ed eventi: il rush finale del 2025

Quali sfide e opportunità attendono la meeting industry nell’ultimo quadrimestre del 2025? E come si presenta lo scenario italiano e internazionale in questa fase importante dell’anno? Il settore degli eventi entra in uno dei momenti più attesi e strategici per chiudere l’anno con numeri solidi, e le basi, a giudicare dai dati, sono più che promettenti.

Secondo l’undicesima edizione dell’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi (OICE), la ricerca promossa dall’associazione della meeting industry italiana Federcongressi&eventi e realizzata dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – ASERI, nel 2024 si sono svolti in Italia 367.981 eventi, in crescita dell’8,2% rispetto all’anno precedente. I partecipanti hanno superato quota 29 milioni, le presenze hanno toccato i 47 milioni (+12,9%) e l’impatto economico diretto è salito a 11,7 miliardi di euro. Si tratta di numeri che confermano il peso strategico del comparto per la competitività del sistema Paese.

Italia ai vertici delle classifiche globali

L’Italia ha consolidato anche la sua posizione di leader internazionale nella meeting industry. Secondo il report ICCA 2024, il nostro Paese è primo in Europa e secondo al mondo, con 635 congressi internazionali organizzati, in netta crescita rispetto ai 553 del 2023. Roma entra nella top 10 globale (9° posto), Milano sale al 14° e ben sei città italiane si collocano nella top 100. Nel complesso, l’Italia è rappresentata da 24 città nella top 400 ICCA, il numero più alto al mondo.

Ottime performance anche nella classifica UIA, l'Union of International Associations, dove l’Italia conquista il terzo posto mondiale per numero di congressi associativi internazionali con 452 eventi (+16%), superando Germania, Francia e Spagna e e posizionandosi subito dopo Stati Uniti e Belgio. 

Trend confermati e prospettive aperte

A livello di contenuti e strategie, i trend emersi all’inizio dell’anno si confermano anche in questa fase avanzata del 2025. Intelligenza artificiale, eventi in presenza, sostenibilità e inclusione restano i capisaldi attorno a cui si muovono le scelte di organizzatori e stakeholder.

L’Intelligenza Artificiale si sta affermando come strumento per migliorare la progettazione e l’esperienza dell’evento, mentre il formato fisico riconferma, qualora ce ne fosse bisogno, la propria centralità, in particolare per il valore relazionale che genera. Si rafforza poi la domanda di eventi più inclusivi, accessibili e con ricadute concrete sui territori.

In uno scenario influenzato da costi in rialzo e incertezza geopolitica, la parola d’ordine è però prima di tutto flessibilità. Le prospettive per il 2026 indicano un’ulteriore evoluzione verso format ad alto contenuto, capaci di connettere persone, generare conoscenza e lasciare un’impronta tangibile.

Leggi anche: AI nell'organizzazione di eventi: a che punto siamo?

Leadership e impatto: il nuovo paradigma

In questo contesto, anche la figura del leader nel settore eventi è chiamata a un cambio di passo. Il nuovo report IMEX “How to Lead with Impact in Extreme Times”, secondo capitolo della serie Talking Point, esplora proprio questo tema. Otto professionisti di riferimento del settore condividono esperienze e visioni, sottolineando come l’impatto non sia più legato al controllo, ma alla capacità di comunicare con chiarezza, agire con coerenza e guidare con valori.

L’attuale instabilità non è più una parentesi, ma è la nuova normalità, e in questo contesto, la leadership diventa servizio, ascolto e presenza autentica. Il report, allineato al tema biennale di IMEX Impact 2.0: Activating the Future, offre spunti e strumenti per affrontare con consapevolezza e concretezza le trasformazioni in corso.