Che si tratti di uno show aziendale trasmesso in streaming, di un gala solidale in un museo o di 500 droni che disegnano il cielo sopra il Colosseo, ci sono eventi che restano impressi nella memoria. Perché sanno emozionare, stupire, coinvolgere. Ma cosa li rende davvero unici?
Nel nuovo numero di Meeting e Congressi esploriamo alcune delle produzioni più ambiziose e riuscite degli ultimi anni – nel mondo corporate, culturale, televisivo e live – per capire cosa rende un evento memorabile. Non è (solo) una questione di budget, ma di visione, squadra, tecnologia e cura dei dettagli. Ecco un’anteprima dei progetti raccontati.
Quando Roma (e il Colosseo) diventano palcoscenico
Luca Toscano, CEO di Artech, non ha dubbi: lo show di Roma Expo 2030 è stato uno dei momenti più complessi e potenti della sua carriera. Per la prima volta nella storia, 500 droni hanno sorvolato e danzato dentro il Colosseo, in sincronia con luci, musica e proiezioni.
Un progetto ambizioso, realizzato in tempi strettissimi, che ha richiesto collaborazione tra team tecnici, istituzioni e creativi. Il risultato? Uno spettacolo che ha fatto il giro del mondo, ma anche una lezione per il mondo MICE: oltre agli effetti pirotecnici, per creare impatto serve un’idea forte, raccontata nel modo giusto.
Eurovision: una lezione per il MICE
Sempre Toscano, parlando dell’Eurovision 2022 - di cui ha firmato gli effetti speciali, laser e pirotecnici - sottolinea come ogni performance sia una mini-produzione di altissimo livello, che unisce scenografia, storytelling, effetti e musica. Un format da cui il mondo degli eventi corporate potrebbe attingere molto: non serve replicare lo show, basta impararne il linguaggio.
Dallo storytelling alla regia, dagli effetti alla gestione del ritmo, anche un semplice lancio prodotto o una convention può diventare un’esperienza immersiva se costruita con la stessa cura. Ma il consiglio di Toscano non lascia dubbi: "Un evento indimenticabile si costruisce riunendo persone fantastiche. Serve un team bilanciato, affiatato e competente".
Dietro alle quinte di Sanremo
Anche il Festival di Sanremo, nella sua edizione 2025, ha qualcosa da insegnare. A raccontarlo è Alberto Azzola, Managing Director di STS Communication, la full production company che ha curato l’impianto scenoluminoso e videografico dell’Ariston. Un lavoro fatto di precisione, sincronizzazione, e tecnologie d’avanguardia come i led trasparenti Crystal, gli schermi mobili, il sistema “scatola magica” e non solo. "La magia sta nel progetto scenografico, nella capacità di individuare le tecnologie più appropriate per ricreare l’effetto scenico immaginato" ha spiegato Azzola.
Dietro ogni dettaglio, una sfida tecnica e logistica, ma anche un messaggio chiaro: la tecnologia deve sempre essere al servizio del racconto. E se funziona a Sanremo, può funzionare anche in una plenaria, un kick-off o un evento istituzionale.
La convention? Meglio un live show
Un altro esempio arriva da Chorus, che ha trasformato il meeting interno di un’azienda farmaceutica in uno show in stile americano. Conduttori, regia broadcast, contributi video e ritmo da prima serata. Il punto focale dell’evento erano però gli spettatore, parte integrante della narrazione.
Il format ha unito emozione e contenuto, corporate e spettacolo, con un effetto immediato: attenzione alta, engagement reale, messaggi memorabili. E se trasferire l’identità visiva dell’azienda committente, molto articolata, in una scenografia impattante è stata una grande sfida, altrettanto impegnativo è stato: "costruirvi una regia video, sia live che dei contenuti, che fosse coerente con entrambi gli asset di lavorazione: comunicazione corporate & direzione creativa, il tutto reso naturalmente possibile grazie alla partecipazione e il coinvolgimento diretto - anche in fase creativa - del cliente, custode di tutte le tematiche affrontate e della loro declinazione in scaletta" ha spiegato Alessandro Riva, Creative & Communication Dept di Chorus.
Quando la solidarietà si veste di bellezza
Un evento che non ci si aspetta: un gala benefico che diventa installazione d’arte e spettacolo multisensoriale. È il caso del Gala FIRA per la Ricerca - Donne in Movimento, curato da AIM Group International, che ha trasformato il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano in un palcoscenico per musica, danza, arte e storytelling.
"Il progetto è nato da una proposta proattiva di AIM Group alla Fondazione Italiana per la Ricerca in Reumatologia (FIRA), con due obiettivi: dare vita a un evento di comunicazione capace di far conoscere meglio FIRA a media e pubblico, e creare un’occasione bella, originale e coinvolgente che potesse generare fondi concreti già dalla prima edizione" ha spiegato Gianluca Trezzi, Press & Media Relations Senior Consultant di AIM Group International.
Il filo rosso: squadra, visione, precisione
Da Roma a Sanremo, da Torino a Milano, il messaggio che emerge è chiaro: la riuscita di un evento non si misura solo in spettatori o budget, ma nella capacità di creare connessioni autentiche, con il pubblico, ma anche tra le persone che lavorano dietro le quinte. Tutti i protagonisti lo dicono: il team fa la differenza.
La vera formula del wow inizia dunque dall’ascolto, passa per la co-creazione e si realizza con passione, competenza e collaborazione.
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L’articolo completo è pubblicato su Meeting e Congressi, numero maggio/giugno 2025. Leggilo ora!
di Alessandra Boiardi