Siete alla ricerca del vostro primo lavoro nella meeting industry o un lavoro ce l’avete già e vi piacerebbe cambiare? LinkedIn, il social network professionale per eccellenza può sicuramente fare al caso vostro.
In questo articolo vi diamo delle dritte per utilizzarlo al meglio, anche alla luce delle recenti novità che hanno interessato l’algoritmo.
N.B.: Queste indicazioni possono essere utili sia per chi ha già un profilo, ma non crede di averlo ottimizzato così bene che per chi l’ha creato qualche tempo fa e subito dopo abbandonato. Oltre che, ovviamente, per chi non ha mai effettuato l’accesso a LinkedIn e vuole sapere da dove iniziare.
Perché creare un profilo LinkedIn professionale
Intanto, partiamo dal primo passo: la creazione del profilo. Linkedin a differenza di altri social media, come per esempio Twitter, Facebook o Instagram, presuppone che una volta che vi siate iscritti, nel giro di poche ore o pochi giorni abbiate un profilo che sia ottimizzato al meglio. Questo perché ci siete voi con il vostro nome e cognome, ma sopratutto con la vostra professionalità.
Con Linkedin state costruendo il vostro personal branding fin da subito, anche con il solo fatto di esservi registrati. Esageriamo?
Be’, fate la prova voi stessi: provate a cercarvi su Google o a cercare qualcuno che conoscete. Il primo o secondo risultato che vi restituisce il motore di ricerca è LinkedIn. E se non avete poi un sito personale con nome e cognome, questo è un motivo in più per non trascurare il social network.
E se questo non basta, vi diamo un po’ di numeri: LinkedIn a oggi ha ben 930 milioni di utenti nel mondo (quasi raddoppiati in 5 anni), di cui 18 milioni in Italia che è il terzo paese in Europa dopo Inghilterra e Francia. Inoltre, nell’ultimo anno le conversazioni sulla piattaforma sono aumentate del 48%.
Una percentuale importante perché indica quello che ormai sappiamo da tempo: LinkedIn non è affatto la trasposizione su una piattaforma del proprio curriculum, ma è un social e come tale richiede presenza e cura delle relazioni. Aspetti importanti, anzi fondamentali, per migliorare il proprio profilo e attrarre l’attenzione di persone con cui interagire per motivi di lavoro.
Come creare un profilo LinkedIn professionale
Di recente il social network ha cambiato impostazioni e dà molto più spazio al badge o biglietto da visita. In pratica chi va sul vostro profilo vede subito in alto – se ovviamente le avrete inserite – le vostre informazioni personali: dove lavorate, che ruolo avete, la vostra mail, il vostro sito ecc… Quindi il nostro primo consiglio è curare al massimo questa parte.
Le foto profilo e l’immagine di copertina
Scegliete una foto profilo che possa essere facilmente resa tonda. Non c’è bisogno che sia già così nel momento in cui la caricate, ma cosa fondamentale è che il vostro volto sia ben visibile.
Non trascurare, poi, la foto di sfondo: anche questa parla di voi.
In quanto event planner, date la preferenza o a un evento che avete organizzato di recente ed è andato bene o che state organizzando. Non solo farete pubblicità all’evento, ma sarà subito chiaro di cosa vi occupate.
In alternativa potete mettere una foto di voi al lavoro o prediligere una grafica in cui ci sono scritte le numerose attività che fate. Occhio a quando la caricate: state attenti che nessuna informazione dell’immagine di sfondo venga coperta da quella profilo.
Curate la intro
Scegliete una foto profilo che abbia come misure 400x400 pixel e che metta in primo piano il vostro viso, possibilmente mostrando il collo fino alle spalle. No al piano americano, sì a una foto con un’inquadratura centrale, una buona luminosità e possibilmente con uno sfondo neutro. Ovviamente, l’ideale è che sia una foto che ritragga solo voi: no a foto fatte con colleghi, amici e parenti che siano ritagliate: anche se non sembra si intuisce che c’è qualcun altro.
Non trascurare, poi, la foto di sfondo: anche questa parla di voi. Prestate attenzione, quindi, alle misure: l’ideale è 1536 x 396 pixel.
E cosa dovrebbe rappresentare? Il nostro consiglio, in quanto event planner, è che diate la preferenza a un evento che avete organizzato di recente ed è andato bene o che state organizzando. Non solo farete pubblicità all’evento, ma sarà subito chiaro di cosa vi occupate.
In alternativa potete mettere una foto di voi al lavoro o prediligere una grafica in cui ci sono scritte le numerose attività che fate. Occhio a quando la caricate: state attenti che nessuna informazione dell’immagine di sfondo venga coperta da quella del profilo.
Curate la introLa intro o cosiddetto badge, come dicevamo, è importantissima. Potete scegliere le informazioni che volete mostrare, ma il nostro consiglio è di rendere evidenti in primis la vostra posizione attuale o profilo professionale. Per esempio: “event planner freelance”, se lavorate come libero professionista o il ruolo che avete in azienda e per quale azienda lavorate.
Questa parte, da inserire nella cosiddetta headline o sommario (a seconda della lingua con cui avete impostato il profilo) è “libera” e da compilare con le parole chiave per cui volete essere cercati o creare il vostro personal branding. Oltre al ruolo potreste compilare l’headline con qualcosa che abbia a che fare con la vostra value proposition o il vostro modo di organizzare gli eventi. Avete a vostra disposizione 220 caratteri spazi inclusi, pertanto dotatevi di sintesi e… concretezza.
La posizione corrente sarà, invece, in automatico l’ultima che avrete inserito in ordine cronologico o quella che avrete messo più in alto nel momento in cui compilate la parte dedicata alle esperienze lavorative. Potete comunque cambiarla: basta cliccare sul menù a tendina e scegliere quale esperienza vi rappresenta di più.
Altre info da mostrare: il vostro ultimo corso di formazione (se vi aggiornate spesso), la vostra mail (così vi contatteranno facilmente) e l’area geografica in cui lavorate.
Ma non solo: se attivate il profilo creator potete anche inserire un link con tanto di call to action che rimandi al vostro sito, a un vostro blog, a una vostra presentazione condivisa online e tanto altro ancora. Il nostro consiglio è di non inserire solo l’indirizzo del sito cui volete rimandare, ma di curare il testo che rimanda a esso (in gergo anchor text), magari scrivendo frasi come “Scopri di più sul mio lavoro” oppure “Il mio ultimo evento”, se state linkando a un evento che avete organizzato.
Ovviamente, i nostri sono solo esempi, personalizzate come ritenete più opportuno la call to action: quel che conta è che generi interesse e faccia capire, a chi la legge, dove lo manderete cliccando sul link.
Per chi di voi imposterà il profilo creator, c’è un’ulteriore indicazione legata a questa parte del profilo. Essere un creator su LinkedIn, come si può intuire, vuol dire avere un’attività come creatore di contenuti. E se di questo parleremo nel paragrafo ad hoc, il consiglio qui è di indicare fino a 5 argomenti in cui vi sentite ferrati e che saranno “materia” dei vostri post.
Tali argomenti saranno visibili sotto forma di hashtag subito dopo l’headline e daranno, a chi visualizza il vostro profilo, l’idea della vostra "expertise".
Da qualche tempo a questa parte, inoltre, è impossibile impostare una pagina relativa ai servizi che offrite come freelance, ma anche come dipendenti.
Potete indicarne massimo 5 che, per essere visibili, devono “piacere” a LinkedIn. Cosa significa? Che partirete da un elenco precompilato dal social stesso e in base a quello che vi offre, potete indicare i vostri servizi. Non potete invece scriverli ex novo (probabilmente ciò è dovuto al fatto che si tratta di keyword, ossia parole chiave più frequenti all’interno di LinkedIn).
Per avere questa pagina, di cui un riepilogo è visibile subito sotto il vostro badge, vi basta cliccare sul pulsante “open to” o “aperto a” e scegliere la voce “providing services” o “servizi offerti”.
Il summary o riepilogo
Qui dovete, in maniera sintetica ma efficace, raccontare cosa fate, mettendo in evidenza le vostre skill e usare le parole chiave.
Prima di compilare questa parte dunque fate una ricerca su LinkedIn stesso e vedete che tipo di offerte ci sono per il vostro settore e guardate i profili di chi fa un lavoro simile al vostro. Se farete così, vedrete che parole chiave adatte a voi sono ovviamente event planner, ma anche organizzatore di eventi, event manager e così via e tra le skill fondamentale c’è il project management, solo per suggerirvene alcune.
Le parole chiave sono importanti perché è il modo in cui potete essere trovati su LinkedIn. Gli head hunter e i selezionatori che usano LinkedIn Business arrivano a determinati profili incrociando le parole chiave, l’area cui sono interessati, eventuali titoli di studio. Anche un’azienda che sta cercando un event planner freelance fa una ricerca simile.
Il summary per altro è visibile anche nel badge, per le prime 2 righe. Pertanto non trascurate di iniziare il vostro riepilogo dicendo subito chi siete e cosa fate.
L’esperienza
Questo è lo spazio in cui raccontate le vostre esperienze attuali così come quelle passate. Mettete in evidenza cosa avete fatto, quali doti avete messo in campo, se gestivate un gruppo di persone ecc...
Inoltre, per ogni esperienza fatta o che state facendo, potete indicare anche le skill che avete sviluppato, fino a un massimo di 5, e se ovviamente rientrano tra quelle proposte da LinkedIn (vale il discorso fatto prima).
Considerate che gli HR leggono sempre le prime 3-4 al massimo e danno una scorsa al profilo quindi concentratevi sulle prime esperienze che non devono essere per forza le più recenti – quello è tipico del cv europeo – ma possono essere anche le più significative.
Siete organizzatori di eventi liberi professionisti? Qui ci sono 2 scuole di pensiero. C’è chi dice che dobbiate mettere come titolo dell’esperienza freelance e la vostra intestazione di partita IVA e raccontare all’interno dello stesso spazio le aziende con cui avete lavorato e lavorato. Altri invece sostengono di trattare ogni esperienza a sé, magari dicendo che avete lavorato come freelance. Il nostro consiglio? Se avete collaborato con aziende importanti, optate per la seconda opzione: saranno più evidenti.
Istruzione
Diciamo che non è una sezione molto considerata, o meglio gli HR guardano più che al titolo di studio (che se uno ha già 20 anni di esperienza è comunque “vecchio”, ma da inserire) a quanto e in che modo vi siete aggiornato. Dunque date più spazio agli ultimi corsi.
Costruite il vostro network
Fatto il profilo, fondamentale è costruire una rete. Come? Chiedete il collegamento a colleghi e persone con cui avete lavorato ed eventualmente amici. Con i primi 2 potete fare un passo successivo: chiedere una recommendation ossia un parere professionale su come lavorate e la vostra esperienza.
Accettare la richiesta di contatto da chi non conoscete per niente? Meglio di no, a meno che non ci sia un messaggio che spieghi il perché di questa richiesta. Preferibile creare una rete con persone con cui avete almeno parlato una volta o che seguite professionalmente. I numeri contano sì, ma fino a un certo punto.
Consultate gli annunci di lavoro
Siete su LinkedIn per cercare lavoro quindi va da sé che dovete cercare gli annunci che più vi interessano. Se avrete compilato il vostro profilo al 100% sarà LinkedIn stesso a suggerirvi gli annunci che fanno al caso vostro. Altrimenti potete cercarli voi stessi e candidarvi.
Di solito è sempre specificato quale esperienza è richiesta e anche che tipo di mansioni andrete a svolgere.
Seguite le aziende che vi interessano
Ma quello che conta in particolare è seguire le aziende che vi interessano. Molte infatti un loro profilo in cui pubblicano aggiornamenti sulle posizioni cercate sì, ma soprattutto contenuti interessanti sulla loro attività, sui progetti che stanno attuando e tanto altro ancora. Nulla vi vieta, se c’è qualcosa per cui il vostro apporto può essere significativo, di contattare l’HR dell’azienda e spiegare il vostro punto di vista.
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Postate contenuti
Molti non sanno che su LinkedIn è necessario pubblicare contenuti inerenti alla propria attività professionale. Perché? Perché su Linkedin si fa personal branding, i contenuti “girano” e vi qualificano.
Il nostro consiglio è se, come abbiamo detto prima, avete il profilo creator, di pubblicare post sugli argomenti che avete indicato come di vostra pertinenza. Quanti a settimana? L’ideale sarebbe almeno 3 così da catturare l’attenzione delle persone che sono nella vostra rete.
Con gli ultimi aggiornamenti dell’algoritmo, LinkedIn ha fatto capire che “spingerà” i post utili e indirizzati a un pubblico ben preciso. Inoltre, è più probabile che a vedere i vostri post saranno i vostri follower, ecco perché è importante avere un piano editoriale con contenuti interessanti e pertinenti.
Da sapere: da qualche anno a questa parte, potete scrivere post lunghi anche 3000 caratteri, ma il nostro consiglio è di restare sui 1200-1500 caratteri: sembra che tale lunghezza sia non solo quella più frequente su LinkedIn, ma anche quella più apprezzata.
Se invece preferite scrivere contenuti lunghi, articolati, magari organizzati in paragrafi, l’ideale è utilizzare LinkedIn publishing. Potrete inserire grassetti, immagini, link e tanto altro ancora, come se steste scrivendo un articolo in un blog. Contenuti di questo genere, se ben fatti, vengono anche ben indicizzati sui motori di ricerca. In ogni caso, LinkedIn vi fornirà dei dati sull’andamento sia dei vostri articoli su LinkedIn che dei vostri post. Il nostro consiglio è quindi di sperimentare per capire qual è il formato più adatto a voi e a costruire quel personal branding che vi permette di essere “cercati” per quello che dite e di crearvi un vostro valido network.
(Articolo aggiornato all'11 luglio 2023)
di Cristina Maccarrone