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Eventi: wearable sì, ma con educazione

Eventi: wearable sì, ma con educazione

Secondo gli esperti il futuro risiede nell'internet of things ovvero nella rete degli oggetti, sempre più tecnologici, connessi, personalizzati, in grado di comunicare posizione, preferenze o altre caratteristiche al fine di proporre servizi e prodotti e consentire transazioni sicure e rapide. Ma soprattutto l’internet of things è wearable, indossabile. Un accessorio che lentamente ma inesorabilmente, pur senza mai essere indispensabile, diviene una addiction. Questo è il mondo dei Millennials. Molti dei quali sono attivi partecipanti di eventi e congressi.

E molte sono – e sempre di più saranno – le tecnologie wearable adatte al mondo Mice. Si pensi, per esempio, ai Samsung Gear Vr e ai prodotti analoghi, che oramai vantano una lunga sperimentazione e attraverso i quali è possibile far vivere ai delegati una realtà virtuale di straordinario effetto. Questi occhiali con uno schermo integrato permettono di navigare e interagire con una realtà visibile solo a loro o arricchendo di contenuti quella circostante semplicemente con uno sguardo. Chi modera un evento, per esempio, può usare il live streaming della visuale soggettiva con estrema naturalezza, coinvolgendo tutti delegati. E se una delle motivazioni dell'evento è fare comunicazione, interpersonale o aziendale che sia, quale miglior mezzo che non un coinvolgimento partecipato.

Agli occhiali high-tech si possono poi abbinare diverse piattaforme utilizzando sistemi che consentano la gestione in tempo reale di domande, risposte, votazioni in tempi molto rapidi e con importanti effetti scenici. Il moderatore, dal canto suo, può attivare dei filtri e ricevere messaggi privati e comunicazioni, per esempio, dalla regia.

Molto interessanti sono anche gli smartwatch (ce ne sono di tantissime marche), che consentono la visualizzazione di quanto compare sugli smartphone e una rapidissima interazione. Senza contare che attraverso il proprio smartphone oggi si può parlare come dal microfono della sala attraverso un'apposita applicazione. E si potrebbe continuare pressoché all'infinito.

Va bene, dunque, lo stato dell’arte virtuale ma il buon senso invita a non esagerare. Non è un obbligo, infatti, essere all'avanguardia a tutti i costi ma è bene che gli organizzatori di eventi conoscano e sappiano adottare le tecnologie più utili dopo averle verificate nell’ottica di individuare a quale tipo di delegato poterle proporre.

Quando scegliamo la tecnologia per un evento attenzione quindi a non escludere alcuni delegati a causa di sistemi troppo avanzati. Il rischio è, infatti, emarginare chi disponga di piattaforme diverse rispetto quella selezionata oppure di dispositivi non sufficientemente aggiornati. O, ancora, non sia capace di utilizzare uno strumento fornito dall’organizzazione.

Altro aspetto da considerare è l’assoluto rispetto della privacy, perché non tutti i delegati potrebbero gradire la necessità di dover trasformare il loro smartphone in uno strumento di condivisione dell'esperienza congressuale. Se, in base alla tipologia degli ospiti, questo dubbio può essere fondato, meglio optare per tecnologie meno spinte. Non sarete proprio up to date ma il vostro evento avrà un vasto e generalizzato apprezzamento per l’attenzione alla policy.

In definitiva, se proprio i vostri partecipanti non sono tutti Millennials scatenati, meglio educati che ipertecnologici. E questo non vale solo in ambito congressuale...